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| Editoriale |
PD, identità delle coalizioni e sistema elettorale di dialogo tra Giuliano Amato e Gianfranco Fini
Gianfranco Fini: Viviamo in un momento in cui si deve prendere atto del fatto che i partiti come li abbiamo conosciuti in passato sostanzialmente non esistono più. Giuliano Amato: Il punto che hai toccato come «chiave complessiva» del tuo intervento, ossia quello dell’identità della coalizione, è anche a mio parere il punto dal quale partire. Noi viviamo in un sistema che per molte ragioni è pluripartitico. Può darsi che sia bene che sia cos&i...
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| Welfare |
Famiglia e famiglie. Transizioni demografiche, migrazioni culturali, nodi delle politiche di Franca Bimbi
Le varianti italiane di una sfida europea Le trasformazioni della famiglia italiana vanno considerate nel contesto europeo, che ci permette di rilevare, nel nostro come negli altri paesi, due aree problematiche: la struttura del modello demografico europeo-occidentale e le forme di regolazione giuridica pubblica delle nuove modalità del vivere assieme. Un terzo nodo, da considerare separatamente perché emerso molto più di recente e con caratteristiche differenti, anche se or...
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| Welfare |
L'uguaglianza di genere deve essere al centro di ogni modello sociale europeo di Jane Jenson
Negli anni Settanta il movimento delle donne rivendicava una maggiore autonomia e pari accesso alla sicurezza di reddito. Quelle richieste furono ascoltate: l’Unione europea ha promosso le pari opportunità e i governi hanno offerto sostegni per conciliare lavoro e vita familiare, a partire dall’assistenza ai bambini. Questi adeguamenti, pure importanti – e, in diversi Stati membri, molto generosi – non hanno però prodotto né uguaglianza di genere n&ea...
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| Welfare |
L'occupazione femminile tra cambiamenti recenti e sfide future di Alessandra Casarico e Paola Profeta Nell’anno europeo dedicato alle pari opportunità si è riacceso il dibattito sull’occupazione femminile e sui forti ritardi dell’Italia rispetto agli obiettivi comunitari e ai risultati già raggiunti da molti degli altri paesi membri grazie all’adozione di politiche attive.In Italia, secondo i dati che si riferiscono al 2006, il tasso di occupazione femminile tra i 15 e i 64 anni è pari al 46% (di 14 punti percentuali inferiore all’obietti...
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| Welfare |
Le scelte difficili di lavoro e fertilità in Italia di Daniela Del Boca
L’Italia continua ad essere uno dei paesi occidentali nei quali si fanno meno figli e dove la partecipazione femminile al mercato del lavoro è ancora ai livelli più bassi. Sebbene in Italia negli ultimi anni l’occupazione femminile sia aumentata poco, la fertilità ha continuato a diminuire, con una lieve ripresa solo tra il 2000 e il 2005. I tassi di fertilità sono diminuiti in tutti i paesi europei, anche in quelli in cui erano tradizionalmente elevati. M...
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| Welfare |
Riforma previdenziale: completare la strada intrapresa di Elsa Fornero
Il «gradualismo» della riforma previdenziale: virtù o «furbizia»? Negli ultimi quindici anni, l’Italia ha approvato – non senza contrasti e lacerazioni – ben quattro importanti riforme previdenziali (le riforme: Amato del 1992, Dini del 1995, Prodi del 1997 e Berlusconi del 2004). Eppure si torna a parlare della necessità di una ulteriore riforma e l’incertezza pensionistica continua ad agitare i sonni degli italiani. Che si tratti de...
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| Welfare |
Immigrazione e welfare State in Italia di Luca Einaudi
La crescita dell’immigrazione in Italia è stata alternativamente demonizzata o, al contrario, invocata come la salvezza del paese dalla catastrofe demografica e dalle sue implicazioni lavorative, fiscali e pensionistiche. In realtà l’immigrazione è un fenomeno complesso che modifica tutte le variabili economiche e sociali sia dei paesi di destinazione che di quelli di origine, e si presta male ad analisi semplicistiche o ideologiche.
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| Welfare |
Democrazia, consenso e Stato sociale di Valentino Larcinese
Il modello sociale europeo viene spesso rappresentato come un fortino assediato. La globalizzazione e la concorrenza dei paesi emergenti ne esporrebbero la natura disincentivante e l’incapacità di competere sulla scena internazionale. I cambiamenti demografici e l’invecchiamento della popolazione lo renderebbero insostenibile, mentre i costi crescenti e gli sprechi lo renderebbero indesiderabile agli occhi di una classe media sempre più attratta da soluzioni privatistic...
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| Strategia di Lisbona |
Dall'economia della conoscenza ad una società della conoscenza di Melina Decaro
Il contesto della decisione del Consiglio europeo della primavera del 2000, che ha lanciato la Strategia di Lisbona, è noto. L’ultimo decennio del XX secolo si è chiuso con la fase ciclica fortemente espansiva negli Stati Uniti, mentre l’economia europea rallentava. Il rilancio politico del processo di integrazione europea, con l’obiettivo di creazione della Unione monetaria, ha fatto prevalere le ragioni dei vincoli rispetto alla cultura della crescita, per le di...
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| Strategia di Lisbona |
Con o senza Lisbona: le riforme difficili di Maria Joao Rodrigues
In questo articolo, dopo aver fatto qualche brevissimo commento sulla vicenda della Strategia di Lisbona nel suo complesso, si cercherà di dare un senso di prospettiva rispetto a quanto sta avvenendo oggi nell’Unione europea a questo riguardo. Ci si concentrerà infine sull’agenda delle riforme. Lo scopo dell’Agenda di Lisbona è di preparare l’Europa alla globalizzazione e ciò significa partire dall’assunto che ci si trova in una fase nuova...
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| Strategia di Lisbona |
Perché l'economia europea non riesce a essere la più dinamica del mondo di Stefan Collignon
Tra le riforme strutturali oggi necessarie all’Europa, una prevale su tutte e riguarda l’interazione tra policy-making e democrazia. Per mettere in luce il legame che esiste tra efficienza economica e democrazia, indicherò prima le ragioni dell’insuccesso della strategia di Lisbona e spiegherò come tale insuccesso sia connesso con il quadro della politica macroeconomica dell’area dell’euro. Infine indicherò una prospettiva di cambiamento istituz...
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| Strategia di Lisbona |
Commercio, globalizzazione e Agenda di Lisbona di Fredrik Erixon
Oggi l’Europa costituisce la principale area commerciale del mondo. Anche senza tenere conto dei flussi commerciali tra gli Stati membri dell’Unione, il volume degli scambi europei è notevolmente superiore a quello degli Stati Uniti e della Cina. L’allargamento dell’Unione da quindici a ventisette membri nel giro di pochi anni e, soprattutto, la crescente fiducia nelle attività commerciali (misurata sulla base del rapporto scambi commerciali-PIL) hanno ...
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| Strategia di Lisbona |
La direttiva sui servizi nel mercato interno di Marco Giorello
La direttiva 123/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai servizi nel mercato interno (la cosiddetta «direttiva servizi»), recentemente adottata ed entrata in vigore lo scorso 27 dicembre 2006,1 dovrà essere trasposta negli ordinamenti nazionali dei ventisette Stati membri dell’Unione entro tre anni, vale a dire entro la fine del 2009 al più tardi.
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| Francia |
Dopo le elezioni presidenziali francesi: che cosa c'è in serbo per l'Europa? di Pierre Moscovici
L’elezione di Nicolas Sarkozy, lo scorso 6 maggio, è stata accolta con sentimenti contrastanti nelle capitali e nelle istituzioni europee. C’è ovviamente una buona dose di sollievo per l’uscita di scena – finalmente – di Jacques Chirac dopo dodici anni di permanenza all’Eliseo. Chirac lascia in eredità una Francia isolata e chiusa in se stessa, la cui influenza politica in Europa e a livello globale si è terribilmente logorata. Ment...
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| Francia |
Breve introduzione all'economia politica del sarkozysmo di Benjamin Coriat
Che cos’ha in mente per la Francia il neoeletto presidente Nicolas Sarkozy? Dopo una campagna elettorale condotta a tamburo battente intorno a «valori» annunciati e rivendicati come di destra, a quali ripiegamenti, o – per usare il linguaggio che gli è stato costantemente proprio nel corso di questi ultimi mesi – a quali «rotture» prepara la società francese? Inoltre, quali conseguenze per la UE dobbiamo aspettarci da questa elezione? Che v...
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| Proliferazione nucleare |
Intenti originari e difficoltà attuali del TNP di Marilena Gala
Il Trattato di non-proliferazione nucleare (TNP) è uno degli accordi internazionali che registra il più alto numero di adesioni. È stato firmato, infatti, da tutti i paesi del mondo salvo India, Israele e Pakistan, mentre la Corea del Nord ne ha ripudiato il dettato nel 2003. Quando venne concluso, il 1° luglio 1968, dopo lunghe discussioni fra quanti erano fautori di una sua durata indefinita e coloro che invece ne chiedevano una validità limitata nel tempo, all&...
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| Proliferazione nucleare |
Il TNP è ancora in vigore? di Ferdinando Salleo
Il disordine che prevale oggi nella società internazionale trova nella proliferazione delle armi nucleari – in realtà di tutte le armi di distruzione di massa, di cui quelle nucleari sono il capitolo più temuto – un potente generatore di inquietudine, che alimenta le contrapposizioni tra gli Stati e la geometria variabile delle intese, di quelle di dissuasione come di diffusione. Lo scenario mondiale è sempre più caratterizzato dalla mobilità...
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| Proliferazione nucleare |
Contenimento e confronto: come affrontare l'Iran di Joseph Cirincione e Andrew Grotto
Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha intimato all’Iran di sospendere tutte le attività di arricchimento dell’uranio a partire dal 24 maggio 2007. Il mancato rispetto della risoluzione ONU, per la terza volta da parte dell’Iran, dimostra la determinazione di Teheran a portare avanti il proprio programma nucleare. È necessario che il Consiglio di sicurezza reagisca alla sfida iraniana in modo deciso, per ottenere il rispetto della legalità interna...
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| Proliferazione nucleare |
Proliferazione nucleare: l'Europa e il rapporto transatlantico di Giovanni Gasparini e Raffaello Matarazzo
La politica di non-proliferazione dell’Unione europea è basata sul rafforzamento del sistema di accordi multilaterali e delle istituzioni a esso preposte. Per l’UE la non-proliferazione è un obiettivo fondamentale che va perseguito indipendentemente dalla natura politica del paese proliferatore. Gli europei attribuiscono un valore strategico al concetto di deterrenza e di contenimento attraverso sanzioni e ispezioni internazionali, e ciò spiega l’interesse ...
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| Proliferazione nucleare |
Proliferazione nucleare: il caso della Corea del Nord di Sandro Sideri
La stabilità geopolitica dell’Asia nordorientale dipende in modo cruciale dall’evolvere della situazione nella penisola coreana e, particolarmente, dal comportamento della Corea del Nord. Per sopravvivere, Pyongyang ha bisogno non solo della crescita economica, ma anche di un deterrente per dissuadere chi vuol procedere al «cambio di regime». La costruzione di questo deterrente assorbe risorse e suscita apprensione nei paesi vicini. Infatti, il programma nucleare n...
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| Lombardia |
Italianieuropei a Milano di Carlo Cerami
La sensazione prevalente tra gli abitanti della grande regione urbana milanese che osservano la politica è quella di una sostanziale estraneità rispetto ai temi e ai problemi che li interessano e che riguardano la sfera pubblica. Nel campo progressista in questi anni è prevalsa una lettura negativa di Milano. Come se la città si fosse fermata, avesse spento i motori e proceduto per inerzia e con rassegnazione. Eppure da tempo tutte le indagini sottolineano lo straordi...
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| Lombardia |
Ripensare Milano e il suo governo di Mauro Magatti
L’origine dei problemi che affliggono Milano è la sua incapacità di pensarsi. Un’incapacità che, mai come oggi, pesa sul futuro del capoluogo lombardo. Tutti sappiamo che la Milano del XX secolo (non solo la metropoli operaia e industriale degli anni Sessanta, ma anche la città spensierata e terziarizzata degli anni Ottanta) non c’è più. Troppi cambiamenti si sono accumulati. Tuttavia, cambiare pelle non è mai facile e l’el...
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| Lombardia |
Milano capitale del design italiano di Arturo Dell’Acqua Bellavitis
A trent’anni dalla mostra newyorkese «The New Domestic Landscape», che riconosceva al prodotto industriale italiano la leadership internazionale, il design italiano resta un’eccezione nel quadro della cultura del progetto, imperniata intorno a modelli corali come quello tedesco o quello scandinavo, basati l’uno su una solida cultura industriale e l’altro intorno agli ideali della socialdemocrazia. Lontano dai teoremi e dai modelli di scuola, il design italiano...
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| Lombardia |
La questione settentrionale, un'occasione mancata per la sinistra italiana di Luciano Pizzetti
Le recenti elezioni amministrative, dal nettissimo significato politico, hanno ridato vigore alla mai sopita questione settentrionale. Questo è avvenuto sia dal lato strutturale – l’insufficiente accompagnamento del dinamismo della società da parte delle istituzioni pubbliche – sia come fattore politico – nel senso di un ispessimento del diaframma che da diversi decenni separa i partiti del centrosinistra dai ceti sociali che si riorganizzano al di sopra del...
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| Le idee |
Le privatizzazioni in Italia e il ruolo dello Stato. Un bilancio e qualche prospettiva di Emilio Barucci
Il binomio privatizzazioni-liberalizzazioni rappresenta un meta-tema che ha catalizzato buona parte del dibattito di politica economica negli ultimi venti anni. Esso vede contrapposti l’intervento dello Stato da una parte, il ruolo del mercato e della proprietà privata dall’altra, benché questa rappresentazione antitetica porti con sé il rischio di semplificazioni e di luoghi comuni. Il tema non è nuovo, ma qualcosa, ultimamente, è cambiato. Fino a ...
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| Archivi del riformismo |
In memoria di Juan Carlos Portantiero. Note sulla diffusione del pensiero di Gramsci in America Lati di Alberto Filippi Lo scorso 9 marzo a Buenos Aires è morto all’età di settantatre anni uno degli intellettuali più rilevanti e influenti della sociologia e del socialismo nell’America Latina della seconda metà del secolo scorso. Maestro di varie generazioni di sociologi e politologi, sia in Argentina, nella sua università di Buenos Aires, dove negli anni Novanta è stato il preside della facoltà di sociologia, così come nelle varie sedi delle faco...
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