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| Presentazione |
Presentazione 1/2008 Con questo numero si apre una nuova serie di Italianieuropei. Il respiro e le finalità della rivista, al compimento dei dieci anni della Fondazione, si legano al tentativo di costituire, per il Partito Democratico e la sinistra europea, un luogo di pensiero, di riflessione, di stimolo. La scelta della via da percorrere cade in un momento assai delicato della storia del nostro paese: la disgregazione dei processi di governo, l’assenza di punti di riferimento, creano continue contradd...
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| Dieci anni di Italianieuropei |
Un bilancio di dieci anni di lavoro
Dieci anni fa, all’Istituto San Michele a Ripa, presentammo il progetto della Fondazione Italianieuropei. Tre anni dopo nasceva il bimestrale. Questo primo numero del 2008 è anche il primo numero di una rivista rinnovata, nelle scelte e nella veste grafica e che sarà diretta da Massimo Bray. Speriamo che saprà essere, ancor più che in passato, strumento di confronto e di elaborazione. Dopo dieci anni, è giusto presentare un bilancio della nostra attivita&...
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| Dieci anni di Italianieuropei |
Il valore di un'esperienza La Fondazione nacque dieci anni fa con l’esplicito intento di valorizzare il contributo della cultura socialista nella costruzione del riformismo necessario ai nuovi tempi. Ciò voleva dire contrastarne la chiusura entro i vecchi confini e aprirla da un lato alla dimensione europea e al rapporto con le culture democratiche e progressiste extraeuropee (a partire dai democratici americani), dall’altro al concorso degli altri filoni del nostro riformismo in vista di una prospettiv...
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| Agenda: Riforma elettorale |
Riforma elettorale: un dibattito confuso
Nel dibattito attualmente in vigore sulla riforma elettorale, in cui è condivisa la necessità di ridurre la frammentazione del quadro dei partiti e di favorire soluzioni omogenee e coerenti di governo, è necessario chiedersi quali siano i veri nodi della discussione. La scelta dovrà essere effettuata tra un sistema rigido o uno flessibile, e su come comportarsi nel caso nessuno raggiunga alle elezioni la maggioranza dei voti. A queste considerazioni si affiancano le n...
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| Agenda: Riforma elettorale |
Rappresentare, decidere, competere
Il divario che si è formato fra cittadini e politica rende più che mai necessaria una nuova legge elettorale che sia in grado di assicurare al Parlamento la capacità di decidere e la capacità di rappresentare. Sarebbe però opportuno evitare il referendum e scegliere una legge proporzionale che contenga una clausola di sbarramento tale da rendere possibile la formazione di una maggioranza idonea a sostenere il governo. Infine, servono riforme costituzionali e re...
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| Agenda: Riforma elettorale |
I modelli elettorali tedesco e spagnolo nel recente dibattito italiano
Il dibattito sulla riforma elettorale, fortemente condizionato dall’imminente referendum, si concentra nel proporre soluzioni per una situazione che sembra avvitarsi in maniera sempre più complicata e perigliosa. La discussione in corso (ri)affronta l’argomento dell’innovazione istituzionale sulla base dei modelli di altri ordinamenti. Il riferimento alla meccanica e alla logica di applicazione dei sistemi elettorali tedesco e spagnolo deve essere visto prima di tutto ne...
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| Agenda: Riforma elettorale |
Alcune osservazioni sul sistema elettorale tedesco
Nel dibattito sulla riforma elettorale è necessario tener conto del fatto che il rendimento e gli effetti dei sistemi elettorali dipendono da una pluralità di fattori che rendono illusoria la pretesa di tracciare ferrei nessi di consequenzialità. In questa discussione, il modello tedesco è meritevole di particolare attenzione. La legge elettorale della Repubblica Federale, che presenta una clausola di sbarramento che ha prodotto imponenti effetti di semplificazione, n...
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| Agenda: Riforma elettorale |
Leggi elettorali e forma di governo: una transizione incompiuta
Se, da un lato, la forma di governo non risulta solo dalle regole formali relative ai rapporti tra gli organi fondamentali di un sistema, ma anche dai rapporti sostanziali che vi stanno dietro e dal concreto configurarsi della realtà costituzionale, dall’altro i meccanismi di trasformazione dei voti in seggi e le legislazioni elettorali non possono essere considerati i soli fattori determinanti del rendimento di una forma di governo. Su queste basi, si ripercorrono le tappe principa...
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| Agenda: Riforma elettorale |
L’altra faccia della riforma elettorale: le modifiche che dovrebbero affiancarla
Per ricucire la distanza tra governanti e governati non basta la riforma del sistema di voto ma è necessario un approccio multilivello che miri ad intervenire, in maniera ampiamente condivisa, in almeno tre grandi aree: riforme costituzionali; riforma dei regolamenti parlamentari; riforma della politica tout court. Eludere ciò vorrebbe dire lasciare il sistema di governo del nostro paese profondamente squilibrato e senza adeguate protezioni, alimentando la distanza tra elettori e c...
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| Agenda: Riforma elettorale |
Sistemi elettorali e crisi della rappresentanza politica
I sistemi elettorali vigenti, ma anche le proposte di riforma attualmente discusse, rischiano di accentuare la distanza tra ceto politico e opinione pubblica. Appare invece necessario introdurre modifiche al sistema elettorale che riaffermino il ruolo decisivo di una rappresentanza politica effettiva. A tal fine diventa urgente uscire alla retorica della governabilità “ad ogni costo”, che domina la riflessione sui sistemi elettorali in Italia, per interrogarsi con maggiore imp...
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| Focus: Energie rinnovabili |
Energie rinnovabili e volontà politica
Il mancato sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili nell’Unione europea non è dovuto tanto all’apparente minore competitività di queste, quanto alla mancanza di una reale volontà politica di farsi carico di tale sviluppo, sostenendolo con un sistema di incentivi. A partire dalla firma del Protocollo di Kyoto, i paesi membri hanno iniziato a prendere coscienza del fatto che solo un maggiore impiego delle fonti rinnovabili avrebbe permesso il rispetto degli imp...
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| Focus: Energie rinnovabili |
Promozione delle fonti rinnovabili di energia, ricerca e politiche industriali
La recente proposta di direttiva sulla promozione delle fonti rinnovabili di energia rappresenta per l’Italia un’importante occasione per riconsiderare l’attuale impostazione degli interventi a sostegno dello sviluppo delle tecnologie verdi. Per avviare una crescita realmente sostenibile del sistema paese è necessario un nuovo approccio che getti le basi per uno sviluppo armonico del settore delle tecnologie verdi in tutte le sue componenti: un quadro di regole stabile e...
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| Focus: Energie rinnovabili |
Per un nuovo ambientalismo
Di fronte all’evidenza del riscaldamento globale è necessario che la politica inizi a considerare la questione ambientale come la più urgente delle sfide del XXI secolo. Occorre però che lo stesso ambientalismo, nato in un’epoca in cui l’emergenza ambientale non era percepita, si rinnovi per non contribuire a ritardare – invece di accelerarli – quei cambiamenti che, se realizzati, permetteranno di coniugare sviluppo e politiche ambientali....
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| Focus: Energie rinnovabili |
Tecnologie energetiche per uno sviluppo sostenibile: il ruolo delle fonti rinnovabili
Le fonti fossili coprono oltre l’80% dei consumi di energia primaria del mondo e sono in grado di offrire enormi quantità di energia a prezzi relativamente contenuti. Per questo appaiono difficilmente sostituibili. Le fonti rinnovabili, che rappresentano la vera grande sfida del futuro, presentano lo svantaggio di avere una bassa densità di energia, di essere discontinue e collocate in aree lontane dai bacini di utenza. L’obiettivo di un’economia a minor contenuto...
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| Focus: Energie rinnovabili |
I cambiamenti climatici e l’energia dopo la Conferenza di Bali
Il documento conclusivo della Conferenza di Bali, che secondo le attese avrebbe dovuto determinare gli obiettivi per la riduzione globale delle emissioni globali, ne riconosce la necessità, ma non indica alcun obiettivo concreto. In particolare, si sostiene che nel prossimo futuro i paesi sviluppati dovranno assumere ulteriori impegni rispetto al Protocollo di Kyoto, mentre le emissioni dei paesi in via di sviluppo potranno continuare a crescere per non penalizzare la crescita economica. ...
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| Focus: Energie rinnovabili |
Energie rinnovabili tra sogno e realtà
I cambiamenti climatici e l’aumento della domanda di energia hanno avuto accelerazioni impressionanti. L’UE e l’Italia si trovano a dover prendere decisioni fondamentali nel complesso quadro della politica energetico-ambientale. Si devono attivare da subito coraggiose e serie politiche per ottenere un’energia economica, sicura e sostenibile, va attuato il cosiddetto triangolo Lisbona-Mosca-Kyoto. Dovremo essere capaci di “gestire l’inevitabile ed evitare l&rsq...
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| Focus: Energie rinnovabili |
Nuove tecnologie e approccio olistico per una rivoluzione energetica
La comunità scientifica internazionale concorda nell’individuare nelle emissioni di gas prodotte dalle attività umane la principale causa del cambiamento climatico. Il Protocollo di Kyoto, pur nelle sue limitazioni, è stato un importante punto di partenza. Tuttavia, è necessario attuare con urgenza una rivoluzione energetica che preveda non soltanto un cambiamento delle tecnologie, ma anche un approccio olistico, che consideri il ciclo energetico nella sua inter...
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| Focus: Energie rinnovabili |
Il contributo delle fonti rinnovabili al bilancio energetico
Da alcuni anni il dibattito sulle tematiche ambientali è divenuto preminente nell’agenda della politica e delle imprese, anche per quanto riguarda gli aspetti scientifici ed economici. Il Protocollo di Kyoto del 1997 ha profondamente innovato in questo settore indicando impegni quantitativamente definiti. L’UE esercita una oggettiva funzione trainante, anche se l’Italia arriva a questa sfida con le carte non in regola. Un ruolo fondamentale è comunque atteso dalla...
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| Versus |
Il PIL
Da alcuni anni, numerosi economisti ed esperti sottolineano come il PIL non possa essere considerato un valido ed efficace indicatore del benessere di una società. Altri lamentano invece che il PIL abbia smesso da tempo di essere utilizzato come uno strumento oggettivo di conoscenza e valutazione per trasformarsi in una vera e propria ossessione: l’elemento intorno al quale viene elaborata ogni strategia di governo dell’economia e lo strumento in base al quale promuovere o con...
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| Versus |
A proposito del PIL
Il PIL come strumento cardine della contabilità nazionale nasce negli Stati Uniti con la precisa esigenza di far fronte all’instabilità dell’economia con misure anticicliche, orientate alla creazione di occupazione. Era necessario disporre di indicatori rapidi e di breve periodo, senza un rigido fondamento teorico. Tuttavia, il PIL non è stato mai sostituito da un indice ragionato, presenta numerose imperfezioni e di fatto non è una misura attendibile del ...
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| Versus |
Perché è così difficile sostituire il PIL
Un numero sempre maggiore di persone concorda nel ritenere che le espressioni “crescita economica” e “sviluppo economico” non siano sinonimi, attribuendo alla prima un’accezione quantitativa e alla seconda una connotazione di tipo qualitativo. La crescita economica misurata sulla base del tasso di variazione nel tempo del PIL pro capite, quindi, non assicura automaticamente lo sviluppo economico, ossia un miglioramento della qualità della vita. Viene co...
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| Europa/Europe: Spagna |
Quattro anni di lavoro per modernizzare la Spagna
Quattro anni fa i cittadini spagnoli ci hanno dato la loro fiducia affinché lavorassimo per migliorare la vita delle persone e la situazione del nostro paese in un mondo ogni giorno più competitivo. Ci hanno chiesto di governare, rispettando gli impegni assunti nei loro confronti, e di farlo con determinazione e rispetto. Ed è ciò che abbiamo fatto. Da quel 14 marzo del 2004 sono accadute molte cose importanti in Spagna. Abbiamo fatto progressi per quanto riguarda il ...
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| Europa/Europe: Spagna |
Partiti e sistema politico spagnolo: dalla transizione al voto del 9 marzo
Dalla morte di Franco alle ultime elezioni politiche, la Spagna è riuscita a stupire per la capacità con cui ha attuato la transizione alla democrazia, ed è stata in grado di sviluppare uno stabile sistema politico e un altrettanto stabile sistema partitico. È quindi soprattutto sul terreno delle relazioni con i nazionalismi periferici che la Spagna ha incontrato, e incontra tuttora, ragioni di instabilità ed è su questo tema che avverrà lo scontr...
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| Europa/Europe: Spagna |
La Spagna europea o l’europeizzazione della Spagna (1986-2007)
Nel 1986 la Spagna fece il suo ingresso nella Comunità europea. Sono già passati più di venti anni e il bilancio di questo avvenimento non può che essere considerato positivo, l’evento forse più importante e decisivo per spiegare la trasformazione economica e sociale del paese. L’europeizzazione della Spagna e degli spagnoli, in termini di modernizzazione, normalizzazione, democratizzazione, apertura e competitività, è stata di i...
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| Europa/Europe: Spagna |
L’economia spagnola e la “promessa europea”: una retrospettiva
Il bilancio della presenza della Spagna nell’Unione europea ha più volti: fino alla metà degli anni Novanta i benefici dell’accesso al mercato interno e della stabilità macroeconomica sono stati meno evidenti di quanto sperato, tranne che per l’ingente afflusso di capitali esteri. Ma il “miracolo” dell’era Aznar (e Zapatero) è anche frutto delle trasformazioni del decennio precedente, e del difficile crinale del 1992-93. ...
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| Europa/Europe: Spagna |
Luci e ombre del sistema elettorale spagnolo
Il sistema elettorale spagnolo è stato indicato come un modello al quale il nuovo sistema elettorale italiano potrebbe ispirarsi. Questo articolo ne mette in evidenza i principali effetti positivi: l’aver favorito la formazione di governi stabili e duraturi e aver consolidato un sistema di partiti basato sul rafforzamento di due grandi forze politiche in grado di governare. A questi aspetti positivi se ne possono contrapporre due negativi: la mancanza di proporzionalità e l&r...
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| Europa/Europe: Russia |
2001-08, ovvero la Russia di Putin
Putin ha preso il potere in Russia in un momento di forte crisi. Oggi le condizioni sono decisamente migliorate, ma sebbene sul fronte economico il merito sia essenzialmente da attribuirsi ad altre cause, Putin ha saputo sfruttare la situazione a suo vantaggio, guadagnandosi la riconoscenza dei cittadini e divenendo simbolo di stabilità. Così il sostegno popolare gli è garantito nonostante gli insuccessi nei punti più delicati, come la questione cecena. Questo perch&e...
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| Europa/Europe: Russia |
Perché l’Europa ha fallito in Russia
Dopo oltre un decennio di superficiale “europeizzazione” della Russia, l’Unione europea si ritrova oggi a trattare con un paese che è meno democratico, più ostile e orgogliosamente meno europeo. Le responsabilità di questo fallimento non sono solo di Bruxelles, ma la strategia europea nei confronti di Mosca continua a soffrire di profondi limiti istituzionali.
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| Europa/Europe: Russia |
Che cosa pensa la Russia
Potenza mondiale e Stato debole con istituzioni corrotte e inefficienti, la Russia di Vladimir Putin è caratterizzata da profonde contraddizioni che rendono difficile stabilire quale sia la strategia internazionale del Cremlino. Alla base delle scelte politiche di Mosca ci sarebbero un irrimediabile senso di fragilità – eredità della dissoluzione del regime sovietico e delle umiliazioni degli anni Novanta – e la convinzione che il crollo di una delle due superpot...
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| Archivi del riformismo |
La crisi del comunismo internazionale. Storia e globalizzazione
Col passare del tempo e il proliferare degli studi sul tema, appare sempre più chiaramente il ruolo avuto da Togliatti nel comunismo internazionale del dopoguerra e, più in generale, nelle vicende verificatesi all’interno del “sistema” sovietico nella seconda metà degli anni Cinquanta e nei primi anni Sessanta. Le riflessioni dell’ultimo Togliatti, in particolare quelle contenute nel Memoriale di Yalta, rivelano la profonda consapevolezza che il leade...
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| I libri di Italianieuropei |
Ramachandra Guha, India after Gandhi. The History of the World’s Largest Democracy Nell’estate 2007 il direttore del magazine “India Today” (di tendenza moderata e il più letto nel paese) ha celebrato il sessantennio dell’indipendenza indiana con argomenti che sembra utile rievocare. L’India, scrive Aroon Purie, è riuscita in ciò che la Comunità europea ha inutilmente cercato di raggiungere negli ultimi cinquant’anni.
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