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Editoriale di Massimo D'Alema Questo è il primo numero dei “Quaderni di Italianieuropei”: la positiva avuta dalla nuova serie della rivista e il dibattito che si è sviluppato tra i lettori ci hanno convinto dell’utilità di supplementi che approfondiscano di volta in volta un tema centrale nella società e nel dibattito politico.
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| Una scuola di qualità |
Un valore condiviso di Mauro Palma Discutere della scuola e delle sue possibili trasformazioni vuol dire innanzitutto riconoscere l’istruzione come un bene e un valore da tutelare da parte di tutti, indipendentemente dalle diverse opzioni ideali e politiche. Perché l’istruzione costituisce l’asse su cui fondare una società che veda nella maggiore consapevolezza dei cittadini e nella loro capacità di autonomia il motore per la propria crescita civile, economica e sociale. La discussione deve tendere a non separare aspetti diversi: quello della definizione dei contenuti, quello della continua innovazione del progetto di insegnamento e di apprendimento, quello dell’organizzazione complessiva del sistema. Soprattutto deve avere presente il ruolo centrale e propositivo di chi nella scuola quotidianamente opera. Solo così il sistema scolastico italiano può rispondere efficacemente al compito che gli è affidato: garantire a tutti, secondo diverse modalità...
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Da dove ripartire per una scuola di qualità di Luisa Ribolzi Tra i provvedimenti più importanti per la valorizzazione del ruolo e per il riconoscimento della centralità della scuola, si ricordano quelli necessari per potenziare l’equità, per superare la gerarchizzazione fra saperi teorici e saperi applicativi, per far crescere l’affidabilità della scuola, attestata da un solido e capillare sistema di valutazione; per ripensare e valorizzare le nuove tecnologie di informazione e comunicazione. Tutti questi obiettivi passano per la qualificazione degli insegnanti.
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| Il sistema scuola |
Quale organizzazione per quale modello di scuola di Giorgio Rembado Quello dell’autonomia è il fantasma che si aggira per le nostre scuole. Autonomia scritta nelle leggi ed esorcizzata nel quotidiano. Cosa c’è dietro a questa autentica insubordinazione amministrativa: una resistenza culturale verso il riconoscimento dell’istruzione come un diritto dei cittadini. Cosa si dovrebbe fare.
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Il sistema scuola per il sistema paese di Vittorio Campione Da “trasmissione” a “costruzione” di competenze e conoscenze che via via divengono necessarie. Le condizioni per procedere: rilancio dell’autonomia, qualificazione di docenti e dirigenti, riconoscimento del merito. Il merito deve essere distante dai vecchi paradigmi (sapere sistematico, subalternità delle tecnologie, separatezza delle aree disciplinari) e concretizzarsi in profili integrabili fra loro che diano vita ad un sapere generale, flessibile, finalizzato a percorsi educativi equivalenti, con un alto contenuto tecnico-professionale.
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Il lavoro docente: la strada stretta tra “conservatori” e “reazionari” di Walter Maraschini Nella diagnosi e nella terapia dei mali della scuola non si può rimanere imbrigliati in un dibattito che contrappone “conservatori” a “reazionari”. Anche tenendo conto che la scuola presenta intrinseche alla “conservazione”, allargare lo sguardoai modelli organizzativi dei diversi paesi può aiutare a formulare proposte efficaci e condivise di trasformazione.
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La scuola come sistema e l’organizzazione del lavoro scolastico di Francesco Profumo È necessario che il sistema scolastico assicuri elevati standard qualitativi in linea con gli sviluppi tecnologici in atto. La scuola pubblica deve essere capace di comunicare e interagire ai vari livelli per il raggiungimento dell’obiettivo primario – la formazione delle nuove generazioni – dotandosi di un’organizzazione moderna, innovando le tecnologie utilizzate, investendo nella formazione della nuova classe docente e adottando un sistema di valutazione esterna.
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Valutazione e merito per una scuola socialmente giusta di Davide Giacalone Se si vuole effettuare un’analisi dell’istruzione in Italia, un dato ancora valido è che il sapere è strumento di benessere economico e promozione sociale. Purtroppo però ciò vale solo per le famiglie che si possono permettere di far studiare i figli. Per cambiare registro occorre dotarsi di sistemi di valutazione comparabili e non autoreferenziali, che valutino gli studenti, ma anche gli insegnanti, le scuole, le facoltà, la macchina scolastica. E occorre premiare il merito e le capacità, e non il reddito.
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| La professione di docente |
La questione insegnanti di Alessandro Cavalli Le recenti indagini PISA permettono di effettuare una riflessione sulla situazione degli insegnanti nella scuola italiana. Gli aspetti critici riguardano il numero, più alto della media europea, il livello di retribuzione e la sua progressione economica con l’anzianità, il prestigio sociale di questa professione, i meccanismi di reclutamento, la formazione iniziale e la valorizzazione delle competenze.
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| Il sapere a scuola |
Il sapere a scuola di Silvano Tagliagambe Quale deve essere l’obiettivo primario di un’istruzione che riesca fornire gli strumenti culturali per conoscere il mondo, per acquisire conoscenze e competenze utili a padroneggiare la comprensione della realtà e a costruire una forma mentis flessibile e aperta? Certamente quello di stabilire il giusto equilibrio e l’opportuna connessione tra “sapere” e “capire”. Per questo l’insegnamento di competenze quali l’analisi, l’astrazione, la deduzione, l’induzione, l’abduzione e l’analogia deve trovare un proprio spazio interdisciplinare all’interno del curriculum in un’area apposita ed esplicitamente finalizzata all’ obiettivo che bisogna raggiungere.
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Il sapere linguistico di Mario Ambel Le finalità dell’educazione linguistica sono ormai pressoché unanimemente condivise sia a livello internazionale che nazionale: dopo una precisazone di carattere terminologico si propongono qui alla discussione alcune possibili cause dei risultati purtroppo ancora insoddisfacenti che il sistema scolastico italiano ottiene negli apprendimenti linguistici.
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Il sapere scientifico di Andrea Turchi I problemi dell’insegnamento scientifico in Italia hanno radici sociali, politiche e culturali antiche, ma oggi i vecchi problemi balzano al centro dell’attenzione perché si fa più drammatico il gap di conoscenze dei nostri studenti rispetto agli standard internazionali e alle necessità civili ed economiche del nostro paese.
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Il sapere matematico di Domingo Paola L’esigenza di offrire a tutti i giovani conoscenze e competenze essenziali per una partecipazione informata, consapevole e critica alla vita pubblica, richiede una riformulazione dei contenuti matematici da insegnare e una profonda riflessione sulle modalità di approccio all’insegnamento-apprendimento della matematica.
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Il sapere classico di Maurizio Bettini L’insegnamento del latino può rispondere a un duplice obiettivo: salvaguardare la continuità della nostra enciclopedia culturale, che a quella romana è strettamente collegata; aprire gli studenti al confronto con l’altro, utilizzando come strumento proprio la cultura dei nostri antenati. Ciò presuppone però un cambiamento di paradigma nell’insegnamento delle materie classiche.
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Il sapere filosofico di Stefano De Luca Per innovare la didattica e garantire la formazione e l’aggiornamento continuo dei docenti è necessaria la creazione, a livello nazionale, di mappe programmatiche con indirizzi e percorsi specifici a seconda del tipo di scuola e di indirizzo, nonché di équipes di “formatori scelti” provenienti dal mondo della scuola, ma connessi alle strutture universitarie.
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Il sapere storico di Vincenzo Guanzi Nella riflessione sull’insegnamento della storia oggi si può rilevare che il discorso sull’asse curricolare storico-sociale è direttamente intrecciato con l’educazione alla cittadinanza. È dunque necessario ragionare con i ragazzi di responsabilità e autonomia così come di atteggiamenti, di comportamenti e di regole, e non solamente di saperi, ma anche del loro uso. Nell’insegnamento della storia è necessario avvalersi di mappe spazio-temporali, che permettono di muoversi avanti e indietro sulle coordinate dello spazio e del tempo, imparando a padroneggiarne l’uso. Ogni tema deve essere trattato evidenziandone le problematizzazioni e, in modo ben inserito, nel più ampio contesto storico, perché le autentiche conoscenze storiche sono soprattutto conoscenze di contesto, piuttosto che conoscenze singole.
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Il sapere artistico di Claudio Strinati La storia dell’arte è una disciplina relativamente moderna. Come tale nasce, infatti, alla fine dell’Ottocento e trova da sempre scarsa accoglienza sia nell’ordinamento scolastico inferiore sia in quello universitario. Si ripercorrono le tappe principali di tale vicenda nell’auspicio di un recupero moderno e consapevole della specificità umanistica della nostra scuola anche nell’ottica degli studi storico-artistici.
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Scienza e scuola nella società della conoscenza di Pietro Greco Il mondo è entrato nell’era della conoscenza, caratterizzata da una presenza sempre più estesa della scienza a ogni livello. La scuola è chiamata ad assolvere a una nuova funzione, oltre a quella classica dell’educazione: contribuire a costruire la cittadinanza scientifica per una società democratica della conoscenza. Per farlo deve reinventare i suoi strumenti didattici e mettersi in rete con la società.
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| L'istruzione tecnico-professionale |
La riforma dell’istruzione tecnica e professionale di Pietro Lucisano Istruzione tecnica e professionale hanno dato un contributo determinante alla scolarizzazione del paese. L’analisi dei punti di forza e di debolezza di queste istituzioni deve contribuire al disegno di una riforma della scuola secondaria superiore in cui la presenza di indirizzi diversi prefiguri diversi approcci alla conoscenza, tutti di pari dignità, non scuole di diversa qualità.
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Tecnici e professionali, una via d’uscita dalla crisi di Fiorella Farinelli Dalla ridefinizione e dal rilancio dell’ istruzione tecnica e professionale, su cui negli ultimi anni si è lavorato molto, dipendono elementi importanti per il futuro economico del paese, ma anche per l’evoluzione in senso democratico dei processi di scolarizzazione. Un contributo importante sarà fornito dalle decisioni che saranno assunte sul federalismo e dalle associazioni imprenditoriali.
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| Scuola e lavoro |
Un dialogo permanente tra scuola e lavoro di Walter Passerini Le difficoltà delle scelte scolastiche chiamano in causa la mancanza di politiche di orientamento. È ciò che chiedono alla scuola il mondo del lavoro e il mondo delle professioni. I riti di passaggio dalla scuola degli affetti alla scuola della responsabilità esigono politiche di accompagnamento, orientate al dialogo permanente tra scuola e lavoro, all’individuazione di nuove offerte formative, alla trasformazione degli istituti dell’autonomia e al superamento di alcune grandi sfide, tra le quali quelle della cittadinanza, del merito e della pari dignità.
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| Agenda. L'Italia e il G8 |
Il G8 e le risposte alla crisi climatica di Carlo Carraro I cambiamenti climatici rendono urgenti e ineludibili misure di riduzione delle emissioni di gas serra sia per scongiurare i rischi connessi agli impatti ambientali sia per individuare le proposte più efficaci nella prospettiva di una low carbon society.
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| Agenda. L'Italia e il G8 |
G8 e Africa: cosa ci insegna la crisi? di Federica Marzo Grazie all’aumento dell’interdipendenza economica determinata dalla globalizzazione, l’Africa si sta sempre più integrando nel contesto economico globale, con benefici rilevanti per quanto riguarda i livelli di crescita economica registrati negli ultimi anni. Una maggiore interdipendenza comporta però la necessità di coinvolgere nel processo di dialogo multilaterale anche paesi, come quelli africani, un tempo ritenuti marginali.
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| Focus. Grande Medio oriente |
Il presidente Obama cambia strategia. Un anno decisivo per l’Afghanistan di Giuliano Francesco La revisione della strategia statunitense per l’Afghanistan e i rinforzi che stanno affluendo in quel teatro segnano l’avvio di una nuova fase: la gestione del conflitto si americanizzerà nei numeri e nelle idee, comprimendo il ruolo degli alleati europei della NATO. I dubbi sul nuovo corso riguardano le condizioni dell’apertura negoziale ai movimenti armati che si oppongono al governo di Kabul e, soprattutto, le modalità di uso della forza sul terreno. Il modello utilizzato dal generale Petraeus in Iraq difficilmente potrà essere riprodotto in Afghanistan.
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| Focus. Grande Medio oriente |
L’instabile circolarità del potere in Pakistan di Riccardo Redaelli Il Pakistan da anni sembra un paese sempre più fragile e inaffidabile, con un governo civile debole e delle forze armate incapaci di garantire l’ordine in diverse aree del paese. Uno Stato sempre più vittima del “contagio” dei taliban afgani – peraltro creati tempo addietro proprio da Islamabad – ma che rimane una pedina cruciale per l’azione della NATO in Afghanistan e per la politica regionale che l’Amministrazione Obama intende perseguire.
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