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I Quaderni di Italianieuropei

A partire da ottobre 2008, alla rivista bimestrale Italianieuropei. Bimestrale del riformismo italiano, ormai giunta al suo ottavo anno di vita, si affiancherà il trimestrale i Quaderni di Italianieuropei, un supplemento monografico trimestrale,  non incluso nell’abbonamento ordinario alla rivista Italianieuropei. E’ possibile acquistare “i Quaderni” nelle principali edicole e librerie.

Sommario 2/2009 - La Sanità
di Redazione


Editoriale
di Ignazio R. Marino
Un sistema sanitario universale, il diritto alla cura garantito, l’accessibilità alle strutture e l’equità assicurate a tutti i cittadini, indipendentemente dalle loro condizioni sociali ed economiche. Su questi principi è nato, nel 1978, il Servizio sanitario nazionale (SSN), una riforma fondamentale per il nostro paese che, trent’anni or sono, ha dato concretezza ad un diritto, quello alla salute, che era già stato riconosciuto dalla Costituzione. In quello stesso anno, il Parlamento italiano approvò la legge Basaglia sulla riforma della psichiatria e la legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza che, insieme alla riforma della sanità, rappresentano ancora oggi tre pilastri nel nostro sistema di welfare e nell’affermazione dei diritti dei cittadini.

Medicina primaria
La nuova medicina territoriale
di Roberto B. Polillo
L’invecchiamento della popolazione e la prevalen­za delle malattie croniche rendono obsoleto un si­stema sanitario “ospedalocentrico”. Occorre una nuova medicina del territorio centrata sul pazien­te, sul lavoro in team e in grado di assicurare, at­traverso strutture dedicate, presa in carico, conti­nuità di cura e integrazione socio-assistenziale.

Cure primarie e presa in carico dei cittadini
di Gavino Maciocco
L’attuale modello di cure primarie è arcaico e inef­ficiente. È urgente una sua profonda riforma. Da una parte è necessario plasmare i servizi in funzio­ne dei bisogni dei pazienti (accessibilità, informa­zione, proattività, self-care) e dall’altra presidiare l’approccio comunitario e di sanità pubblica (valu­tazione dei bisogni della comunità, partecipazio­ne dei cittadini, lotta alle diseguaglianze nella sa­lute, interventi di prevenzione primaria).

Medicina primaria e collegamento con le strutture ospedaliere
di Piero Salvadori
I recenti mutamenti nei bisogni di salute dei citta­dini impongono un radicale cambiamento nei rap­porti tra l’ospedale e la medicina primaria. Tanti sono i punti che raccordano queste due entità, tut­ti hanno l’obiettivo di costruire i percorsi intorno al cittadino. Molto però è ancora da fare.

La rifondazione della medicina generale
di Leopoldo Di Girolamo
Negli ultimi due decenni quasi tutti i sistemi sanitari sono stati oggetto di riforme istituzionali e riorganizzazioni per cercare di coniugare la soddisfazione di un diritto fondamentale, quale quello della salute, con la sostenibilità economica del sistema.
Nei paesi economicamente più avanzati, le risorse finanziarie, inadeguate a supportare i servizi sanitari, rapportate all’andamento degli indicatori che definiscono lo stato di salute delle popolazioni, producono, evidenziano tre fenomeni significativi.


L’integrazione socio-sanitaria: nodi critici e scenari di sviluppo
di Raffaela Milano
Per fronteggiare i cambiamenti sociali e demogra­fici l’Italia ha bisogno di una solida infrastruttura socio-sanitaria. Ma questa rete oggi è debole e in­compiuta. Superare l’empasse è possibile solo af­frontando alcuni nodi critici sulla governance, la programmazione delle risorse e i livelli essenziali, in un quadro più avanzato di sussidiarietà.

Salute mentale
La legge 180: situazione generale e proposte di modifica
di Massimo Cozza
La 180/78 è una legge di principi in linea con la modifica del Titolo V della Costituzione e con il fe­deralismo. Principi condivisi dalla stessa Organiz­zazione mondiale della sanità. Non c’è pertanto nessuna ragione per cambiarla, se non si vuole ri­tornare alla logica manicomiale. Vi sono però di­verse criticità da affrontare e una limitata attua­zione di alcune sue norme.

I luoghi della cura: buone e cattive pratiche
di Peppe Dell'Acqua
Nel contributo si descrivono i radicali cambiamen­ti istituzionali, culturali ed etici prodotti dalla rifor­ma, le aspettative radicate e consapevoli delle per­sone che vivono l’esperienza del disturbo menta­le, le esperienze locali e i sistemi di servizi regio­nali di provata efficacia. Si evidenziano le ragioni del rischio persistente di marginalizzazione, con­seguenza di risposte mancate e frammentarie e della distanza tra servizi e cittadini che in molte regioni rendono incerto l’accesso alle possibilità concrete di ripresa e di guarigione che ormai toc­cano un universo impensabile di persone.

Le associazioni delle famiglie protagoniste del cambiamento
di Ernesto Muggia
Dopo una breve introduzione sulla situazione e sulla storia recente della salute mentale in Italia, si esamina la posizione delle famiglie e delle loro as­sociazioni, rispetto alle carenze dei servizi e al per­manere di un forte stigma nei confronti di chi sof­fre di disturbi psichici. Si accenna poi ad alcuni suggerimenti prioritari, indispensabili al raggiun­gimento di una piena realizzazione degli obiettivi della riforma nel campo della salute mentale se­condo la legge 180/78 e dal Progetto obiettivo na­zionale 1998-2000.

Il disturbo cognitivo nelle malattie neurodegenerative. Dalla diagnosi alla gestione
di Paolo Calabresi
Il disturbo cognitivo rappresenta una fonte di disa­bilità grave nelle malattie neurologiche. Poiché tali disturbi cognitivi, a causa del progressivo invecchia­mento della popolazione, sono destinati ad aumen­tare in modo esponenziale, è necessario elaborare strategie dal punto di vista sociosanitario per preve­nirne l’insorgenza e contenere la disabilità e i costi umani ed economici che da tali disturbi derivano.

I numeri dei servizi di salute mentale in Italia
di Peppe Dell'Acqua e Renata Bracco
Nel nostro paese non è stato ancora attivato un sistema informativo nazionale per la salute men­tale che rilevi le strutture, i processi e gli esiti. Le informazioni sulla rete dei servizi a tutela della sa­lute mentale sono quindi frammentarie. Il vuoto informativo è stato in parte tamponato dai pro­getti Progres, che rimangono tuttora gli unici stu­di che forniscono una panoramica nazionale sui servizi di salute mentale.

Un nuovo modello di ospedale
Nuovi percorsi del paziente ospedalizzato/ deospedalizzato
di Lorenzo Sommella
Le formule assistenziali alternative alla degenza stan­no cambiando gli ospedali, che sono a contenuto tecnologico elevato, ma di dimensioni più piccole. Molte funzioni vengono svolte in regime diurno (day care), sia con ricoveri brevi sia con prestazioni am­bulatoriali. La trasformazione demografica della po­polazione impone inoltre la realizzazione di struttu­re residenziali per anziani e per malati terminali.

La sicurezza delle cure. Un modello sistemico con il paziente al centro
di Riccardo Tartaglia
Lo studio dell’errore umano in medicina, che è sta­to nel passato ricondotto in modo prevalente alla ricerca della responsabilità individuale, è stato este­so in questi ultimi anni a tutte le componenti del-l’organizzazione secondo un modello cosiddetto sistemico. Il paziente, in base a questo approccio, deve essere posto al centro della progettazione delle attività sanitarie secondo la logica ergono-mica dello user-centred design.

La selezione e il merito come leva per il riassetto organizzativo
di Stefano Canitano
La qualità dell’assistenza sanitaria è legata alla competenza e alla coscienza del ruolo dei profes­sionisti che vi operano ed è necessario poter valu­tare oltre agli esiti clinici anche le capacità dei sin­goli all’interno del sistema. Molti strumenti sono già disponibili ma per poterli applicare serve un cambiamento radicale di mentalità.

Il contributo della ricerca all’innovazione
di Antonio Giordano
La ricerca traslazionale è quella branca delle scien­ze biomediche cui è affidato il compito di ricercare applicazioni pratiche delle conoscenze teoriche de­rivate dalle scienze di base. Lungi dall’essere una mera branca applicativa, essa si è posta al centro dell’agone scientifico per la capacità di rileggere creativamente e indirizzare lo sviluppo della cono­scenza di base, per la capacità di porre quesiti ori­ginali e proporre soluzioni nuove. Rappresenta una delle maggiori direttrici di sviluppo delle scienze bio­mediche e pertanto una sfida cruciale per il paese.

Il sistema di emergenza sanitaria
La normativa e il finanziamento delle prestazioni
di Marinella D'Innocenzo
Nella programmazione e nella gestione delle prestazioni di emergenza e urgenza si deve far riferimento al dettato costituzionale e ai principi istitu­tivi del Servizio sanitario nazionale: responsabilità pubblica della tutela della salute; universalità ed equità di accesso ai servizi sanitari; globalità di co­pertura in base alle necessità assistenziali di cia­scuno; finanziamento pubblico attraverso la fisca­lità generale; “portabilità” dei diritti in tutto il ter­ritorio nazionale e reciprocità di assistenza con le altre Regioni.

Emergenza territoriale: Lazio e Lombardia a confronto
di Marinella D'Innocenzo
ARES. Legge regionale 9/04 e atto aziendale del 20 ottobre 2006.
Funzione. L’Agenzia regionale di emergenza sanitaria, ARES 118 espleta le attività di gestione e coordinamento della fase di allarme e di risposta extraospedaliera alle emergenze sanitarie, ivi compresa l’emergenza neonatale, di trasporto del sangue, degli organi e di trasporti secondari legati al primo intervento inoltre, al raccordo con le attività svolte dai medici di medicina generale addetti alla continuità assistenziale nell’ambito del sistema di emergenza sanitaria territoriale.


La rete dei servizi di emergenza in Italia: modelli a confronto
di Massimo De Simone e Adolfo Pagnanelli
Il sistema dell’emergenza sanitaria risulta oggi at­tivato in tutte le regioni nel rispetto delle indica­zioni fornite dalle linee guida ministeriali. Tuttavia se in alcune realtà, esigenze locali ne hanno con­dizionato il recepimento, in altre sono state alla base di scelte strategiche nella politica sanitaria.

La gestione delle informazioni nel sistema di emergenza
di Assunta De Luca
Nel sistema di emergenza sanitaria la raccolta e la gestione di informazioni che descrivono le attivi­tà svolte per l’assistenza del paziente è un valido aiuto al miglioramento delle cure, in quanto per­mette di misurare e confrontare nel tempo la qua­lità del risultato raggiunto. Una corretta e siste­matica gestione di tali informazioni, inoltre, con­sente di descrivere il percorso assistenziale del pa­ziente dal momento della sua richiesta di soccor­so fino al completamento delle cure prestate.

La formazione del personale del sistema di emergenza
di Silvia Scelsi
La formazione è da sempre considerata lo stru­mento principe della clinical governance nelle azien­de sanitarie e costituisce lo strumento attraverso il quale perseguire l’integrazione funzionale e ope­rativa del personale impegnato sia nel sistema di emergenza territoriale 118 che nel Dipartimento di emergenza e accettazione. I modelli formativi tradizionali, che non erano in grado di soddisfare questi bisogni, sono stati in gran parte sostituiti da modelli di apprendimento basati sui principi del Crisis resource management.

Le maxiemergenze: l’integrazione e il coordinamento interforze
di Guido Bertolaso
Nella storia recente del Servizio nazionale della protezione civile è possibile rintracciare le con­dizioni che rendono l’integrazione e il coordina­mento interforze due presupposti essenziali per fronteggiare qualsiasi situazione critica con ef ­ficienza, efficacia e tempestività, senza rinun ­ciare ad affrontare insieme la complessità delle maxiemergenze.

Qualità e valutazione
L’importanza di un’Agenzia indipendente per la valutazione
di Giuseppe Benagiano e Giulia Ajello
Si auspica la creazione di un’agenzia nazionale per la valutazione e il controllo nel suo complesso del sistema sanitario italiano. I compiti dell’agenzia do­vranno essere l’autorizzazione e l’accreditamento delle strutture, la loro valutazione e quella della qua­lità dei servizi erogati. Il cittadino va reso partecipe di questo processo associandolo alla gestione e al­le scelte effettuate dalle direzioni delle aziende.

Autorizzazione e accreditamento: una Joint Commission italiana
di Carlo Ramponi
Per accreditamento si intende una procedura vo­lontaria per mezzo della quale un’agenzia gover­nativa o non governativa verifica e riconosce che l’organizzazione in oggetto applica e rispetta stan­dard predefiniti in un processo continuo di miglio­ramento di strutture, prassi e risultati. Ipotizzare un sistema simile in Italia appare alquanto diffici­le, date le condizioni attuali relativamente alla re­gionalizzazione e alle sostanziali differenze accu­mulate tra sistemi regionali. Una concreta alterna­tiva è quella di consentire e incoraggiare le strut­ture sanitarie a confrontarsi individualmente con altre esperienze europee e internazionali, per af­frontare la sfida di una società sempre più aperta e globalizzata.

La valutazione multidimensionale della performance in sanità
di Sabina Nuti
Il sistema sanitario pubblico, per recuperare effi­cienza, qualità e fiducia da parte del cittadino, de­ve introdurre sistemi di valutazione dei risultati in cui le parole chiave siano: misurazione, multidi­mensionalità, confronto, merito e reputazione.

Valutazione dell’appropriatezza delle cure prestate
di Alessandro Boccanelli
L’unico modo per poter realmente giudicare se un sistema sanitario e i suoi operatori lavorano bene, tenendo conto della tipologia degli ammalati e del contesto organizzativo (risk adjustment), con pos­sibilità di correggere le situazioni anomale e for­nendo al cittadino elementi obiettivi di giudizio, è quello della valutazione dell’efficienza e della ef­ficacia delle strutture in termini di verifica degli esiti delle cure.

Stato e società: ruoli e rapporti nel sistema sanitario
Sanità e sussidiarietà
di Federico Spandonaro
Perché introdurre in un quaderno sulla sanità il te­ma della sussidiarietà? La risposta a questa do­manda può assumere diverse angolazioni: si può richiamare la sussidiarietà come valore, che affon­da le sue radici nel pensiero antico, e allo stesso tempo configura un modo per perseguire l’effi­cienza; si può argomentare che rappresenta un principio giuridico-politico a cui non è stata dedi­cata adeguata discussione sulle concrete modali­tà di realizzazione in sanità; e infine, sulla sussi­diarietà pesa una ambivalenza che percorre tutta la legge 833/78 di istituzione del Servizio sanita­rio nazionale (ora regionalizzato).

Il principio della sussidiarietà
di Alessandro Venturi
Prendendo le mosse dai fondamenti del principio di sussidiarietà, il presente contributo intende approfondirne gli aspetti attuativi. In particolare si cercherà di mostrare, anche attraverso i riferimen­ti alla legislazione regionale, i nessi strutturali che tale principio ha con la teoria dei quasi mercati ela­borata da Le Grand e Bartlett con l’intento di de­clinare i caratteri di un quasi mercato in sanità, ov­vero di un ente pubblico che finanzia (anche solo in parte), ma non necessariamente eroga i servizi.

La sussidiarietà presa sul serio
di Claudio De Vincenti e Andrea Tardiola
L’impostazione sottesa al processo di decentra­mento amministrativo e alla riforma del Titolo V della Costituzione si è fondata sul presupposto del­la ricongiunzione sul territorio del circuito auto­nomia-responsabilità politico-amministrativa. Il campo delle politiche sanitarie costituisce un ter­reno d’elezione per esaminare il processo federa­lista in corso, rappresentando la componente mag­gioritaria dei bilanci regionali.

Il ruolo delle aziende sanitarie pubbliche e private
di Francesco Longo
Le aziende sanitarie sono gli istituti che concreta­mente tutelano la salute attraverso la loro azione di erogazione delle prestazioni, di selezione impli­cita delle priorità socio-sanitarie, di governo dei consumi delle prestazioni stesse. In esse si effet­tuano le scelte, si forniscono i servizi e si sviluppa­no le competenze. Sono il luogo privilegiato di at­tenzione della programmazione e dello sviluppo di sistema. È quindi necessario chiarire cosa si in­tenda con il termine “aziendalizzazione”.

Il ruolo del non profit e delle associazioni
di Fabio Monteduro
L’attuazione del principio di sussidiarietà implica la necessità di individuare forme efficaci di coinvolgi­mento delle aziende non profit che sappiano coniu­gare la razionalità economica con la creazione di va­lore sociale. A tal fine è essenziale che si diffonda una maggiore conoscenza e consapevolezza della rilevan­za, del ruolo e delle caratteristiche distintive della sanità non profit.

Ripartire dai diritti del cittadino malato
di Teresa Petrangolini
La salute è al centro degli interessi dei cittadini, ma spesso la qualità dei servizi non corrisponde alle loro aspettative. Gli stessi cittadini sono ormai un soggetto attivo a tutela dei loro diritti in cam­po sanitario, anche grazie all’articolo 118, comma 4 della Costituzione che riconosce il principio di sussidiarietà orizzontale. L’esempio delle Carte dei diritti del malato in Italia e in Europa.

Sanità: il modello toscano
di Vinicio Biagi
Per parlare delle Società della salute (SDS) toscane è necessario partire dal Piano sanitario 2002-04: «Il concetto di distretto, inteso come livello a cui collocare l’organizzazione di base del sistema sanitario integrato con quello socio-assistenziale, è sempre stato presente nella normativa sanitaria, ma scarsamente realizzato. La Toscana ha scelto di diventare il luogo di rilancio di questa cultura, a partire dai comuni, dalla società civile, dalle associazioni, dall’esperienza dei suoi servizi territoriali e a questo fine, in alcune realtà, le funzioni della zona-distretto vengono affidate in forma di sperimentazione gestionale ad organismi denominati Società della salute».

Sanità: il modello lombardo
di Roberto Formigoni
Tutti i sistemi di welfare stanno affrontando sfide epocali che richiedono un cambiamento completo nel modo di concepire i servizi alla persona. Nel caso specifico dell’Italia, a trent’anni dall’introduzione del Servizio sanitario nazionale (SSN), occorre avere il coraggio di intraprendere una strada innovativa che superi una concezione di welfare Statocentrica, insostenibile non solo dal punto di vista sociale ed economico, ma anche di efficacia. Lo si deve fare non per stravolgerne i numerosi aspetti positivi – il nostro sistema universalistico è unico nel mondo – ma per permettere di continuare a offrire un servizio adeguato, a renderlo più efficace e sostenibile.

Sanità, università e ricerca
di Carlo Croce

Lo stato deplorevole in cui sanità, università e ricerca si trovano oggi in Italia è una condizione purtroppo nota, dovuta in primo luogo alla mancanza di una cultura moderna che serva da motore. Continuiamo a glorificare la grande cultura del nostro passato, ma siamo incapaci di adeguarci al presente e al futuro. L’essere pragmatici è diventato una eresia: preferiamo girare intorno ai problemi, senza tuttavia fare niente per risolverli. I maggiori esponenti della nostra cultura, figure come Dante, Petrarca, Michelangelo, Leonardo, Raffaello, Galileo, Bernini, Borromini e innumerevoli altre, sono vissuti secoli fa, quando intellettuali e artisti di tutto il mondo venivano in Italia per imparare e contribuire alla nostra cultura. L’arte, la cultura e la scienza erano apprezzati e stimolati, a differenza di quanto accade oggi.