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Editoriale di Ignazio R. Marino Un sistema sanitario universale, il diritto alla cura garantito, l’accessibilità alle strutture e l’equità assicurate a tutti i cittadini, indipendentemente dalle loro condizioni sociali ed economiche. Su questi principi è nato, nel 1978, il Servizio sanitario nazionale (SSN), una riforma fondamentale per il nostro paese che, trent’anni or sono, ha dato concretezza ad un diritto, quello alla salute, che era già stato riconosciuto dalla Costituzione. In quello stesso anno, il Parlamento italiano approvò la legge Basaglia sulla riforma della psichiatria e la legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza che, insieme alla riforma della sanità, rappresentano ancora oggi tre pilastri nel nostro sistema di welfare e nell’affermazione dei diritti dei cittadini.
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| Medicina primaria |
La nuova medicina territoriale di Roberto B. Polillo L’invecchiamento della popolazione e la prevalenza delle malattie croniche rendono obsoleto un sistema sanitario “ospedalocentrico”. Occorre una nuova medicina del territorio centrata sul paziente, sul lavoro in team e in grado di assicurare, attraverso strutture dedicate, presa in carico, continuità di cura e integrazione socio-assistenziale.
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Cure primarie e presa in carico dei cittadini di Gavino Maciocco L’attuale modello di cure primarie è arcaico e inefficiente. È urgente una sua profonda riforma. Da una parte è necessario plasmare i servizi in funzione dei bisogni dei pazienti (accessibilità, informazione, proattività, self-care) e dall’altra presidiare l’approccio comunitario e di sanità pubblica (valutazione dei bisogni della comunità, partecipazione dei cittadini, lotta alle diseguaglianze nella salute, interventi di prevenzione primaria).
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Medicina primaria e collegamento con le strutture ospedaliere di Piero Salvadori I recenti mutamenti nei bisogni di salute dei cittadini impongono un radicale cambiamento nei rapporti tra l’ospedale e la medicina primaria. Tanti sono i punti che raccordano queste due entità, tutti hanno l’obiettivo di costruire i percorsi intorno al cittadino. Molto però è ancora da fare.
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La rifondazione della medicina generale di Leopoldo Di Girolamo Negli ultimi due decenni quasi tutti i sistemi sanitari sono stati oggetto di riforme istituzionali e riorganizzazioni per cercare di coniugare la soddisfazione di un diritto fondamentale, quale quello della salute, con la sostenibilità economica del sistema. Nei paesi economicamente più avanzati, le risorse finanziarie, inadeguate a supportare i servizi sanitari, rapportate all’andamento degli indicatori che definiscono lo stato di salute delle popolazioni, producono, evidenziano tre fenomeni significativi.
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L’integrazione socio-sanitaria: nodi critici e scenari di sviluppo di Raffaela Milano Per fronteggiare i cambiamenti sociali e demografici l’Italia ha bisogno di una solida infrastruttura socio-sanitaria. Ma questa rete oggi è debole e incompiuta. Superare l’empasse è possibile solo affrontando alcuni nodi critici sulla governance, la programmazione delle risorse e i livelli essenziali, in un quadro più avanzato di sussidiarietà.
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| Salute mentale |
La legge 180: situazione generale e proposte di modifica di Massimo Cozza La 180/78 è una legge di principi in linea con la modifica del Titolo V della Costituzione e con il federalismo. Principi condivisi dalla stessa Organizzazione mondiale della sanità. Non c’è pertanto nessuna ragione per cambiarla, se non si vuole ritornare alla logica manicomiale. Vi sono però diverse criticità da affrontare e una limitata attuazione di alcune sue norme.
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I luoghi della cura: buone e cattive pratiche di Peppe Dell'Acqua Nel contributo si descrivono i radicali cambiamenti istituzionali, culturali ed etici prodotti dalla riforma, le aspettative radicate e consapevoli delle persone che vivono l’esperienza del disturbo mentale, le esperienze locali e i sistemi di servizi regionali di provata efficacia. Si evidenziano le ragioni del rischio persistente di marginalizzazione, conseguenza di risposte mancate e frammentarie e della distanza tra servizi e cittadini che in molte regioni rendono incerto l’accesso alle possibilità concrete di ripresa e di guarigione che ormai toccano un universo impensabile di persone.
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Le associazioni delle famiglie protagoniste del cambiamento di Ernesto Muggia Dopo una breve introduzione sulla situazione e sulla storia recente della salute mentale in Italia, si esamina la posizione delle famiglie e delle loro associazioni, rispetto alle carenze dei servizi e al permanere di un forte stigma nei confronti di chi soffre di disturbi psichici. Si accenna poi ad alcuni suggerimenti prioritari, indispensabili al raggiungimento di una piena realizzazione degli obiettivi della riforma nel campo della salute mentale secondo la legge 180/78 e dal Progetto obiettivo nazionale 1998-2000.
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Il disturbo cognitivo nelle malattie neurodegenerative. Dalla diagnosi alla gestione di Paolo Calabresi Il disturbo cognitivo rappresenta una fonte di disabilità grave nelle malattie neurologiche. Poiché tali disturbi cognitivi, a causa del progressivo invecchiamento della popolazione, sono destinati ad aumentare in modo esponenziale, è necessario elaborare strategie dal punto di vista sociosanitario per prevenirne l’insorgenza e contenere la disabilità e i costi umani ed economici che da tali disturbi derivano.
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I numeri dei servizi di salute mentale in Italia di Peppe Dell'Acqua e Renata Bracco Nel nostro paese non è stato ancora attivato un sistema informativo nazionale per la salute mentale che rilevi le strutture, i processi e gli esiti. Le informazioni sulla rete dei servizi a tutela della salute mentale sono quindi frammentarie. Il vuoto informativo è stato in parte tamponato dai progetti Progres, che rimangono tuttora gli unici studi che forniscono una panoramica nazionale sui servizi di salute mentale.
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| Un nuovo modello di ospedale |
Nuovi percorsi del paziente ospedalizzato/ deospedalizzato di Lorenzo Sommella Le formule assistenziali alternative alla degenza stanno cambiando gli ospedali, che sono a contenuto tecnologico elevato, ma di dimensioni più piccole. Molte funzioni vengono svolte in regime diurno (day care), sia con ricoveri brevi sia con prestazioni ambulatoriali. La trasformazione demografica della popolazione impone inoltre la realizzazione di strutture residenziali per anziani e per malati terminali.
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La sicurezza delle cure. Un modello sistemico con il paziente al centro di Riccardo Tartaglia Lo studio dell’errore umano in medicina, che è stato nel passato ricondotto in modo prevalente alla ricerca della responsabilità individuale, è stato esteso in questi ultimi anni a tutte le componenti del-l’organizzazione secondo un modello cosiddetto sistemico. Il paziente, in base a questo approccio, deve essere posto al centro della progettazione delle attività sanitarie secondo la logica ergono-mica dello user-centred design.
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La selezione e il merito come leva per il riassetto organizzativo di Stefano Canitano La qualità dell’assistenza sanitaria è legata alla competenza e alla coscienza del ruolo dei professionisti che vi operano ed è necessario poter valutare oltre agli esiti clinici anche le capacità dei singoli all’interno del sistema. Molti strumenti sono già disponibili ma per poterli applicare serve un cambiamento radicale di mentalità.
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Il contributo della ricerca all’innovazione di Antonio Giordano La ricerca traslazionale è quella branca delle scienze biomediche cui è affidato il compito di ricercare applicazioni pratiche delle conoscenze teoriche derivate dalle scienze di base. Lungi dall’essere una mera branca applicativa, essa si è posta al centro dell’agone scientifico per la capacità di rileggere creativamente e indirizzare lo sviluppo della conoscenza di base, per la capacità di porre quesiti originali e proporre soluzioni nuove. Rappresenta una delle maggiori direttrici di sviluppo delle scienze biomediche e pertanto una sfida cruciale per il paese.
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| Il sistema di emergenza sanitaria |
La normativa e il finanziamento delle prestazioni di Marinella D'Innocenzo Nella programmazione e nella gestione delle prestazioni di emergenza e urgenza si deve far riferimento al dettato costituzionale e ai principi istitutivi del Servizio sanitario nazionale: responsabilità pubblica della tutela della salute; universalità ed equità di accesso ai servizi sanitari; globalità di copertura in base alle necessità assistenziali di ciascuno; finanziamento pubblico attraverso la fiscalità generale; “portabilità” dei diritti in tutto il territorio nazionale e reciprocità di assistenza con le altre Regioni.
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Emergenza territoriale: Lazio e Lombardia a confronto di Marinella D'Innocenzo ARES. Legge regionale 9/04 e atto aziendale del 20 ottobre 2006. Funzione. L’Agenzia regionale di emergenza sanitaria, ARES 118 espleta le attività di gestione e coordinamento della fase di allarme e di risposta extraospedaliera alle emergenze sanitarie, ivi compresa l’emergenza neonatale, di trasporto del sangue, degli organi e di trasporti secondari legati al primo intervento inoltre, al raccordo con le attività svolte dai medici di medicina generale addetti alla continuità assistenziale nell’ambito del sistema di emergenza sanitaria territoriale.
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La rete dei servizi di emergenza in Italia: modelli a confronto di Massimo De Simone e Adolfo Pagnanelli Il sistema dell’emergenza sanitaria risulta oggi attivato in tutte le regioni nel rispetto delle indicazioni fornite dalle linee guida ministeriali. Tuttavia se in alcune realtà, esigenze locali ne hanno condizionato il recepimento, in altre sono state alla base di scelte strategiche nella politica sanitaria.
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La gestione delle informazioni nel sistema di emergenza di Assunta De Luca Nel sistema di emergenza sanitaria la raccolta e la gestione di informazioni che descrivono le attività svolte per l’assistenza del paziente è un valido aiuto al miglioramento delle cure, in quanto permette di misurare e confrontare nel tempo la qualità del risultato raggiunto. Una corretta e sistematica gestione di tali informazioni, inoltre, consente di descrivere il percorso assistenziale del paziente dal momento della sua richiesta di soccorso fino al completamento delle cure prestate.
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La formazione del personale del sistema di emergenza di Silvia Scelsi La formazione è da sempre considerata lo strumento principe della clinical governance nelle aziende sanitarie e costituisce lo strumento attraverso il quale perseguire l’integrazione funzionale e operativa del personale impegnato sia nel sistema di emergenza territoriale 118 che nel Dipartimento di emergenza e accettazione. I modelli formativi tradizionali, che non erano in grado di soddisfare questi bisogni, sono stati in gran parte sostituiti da modelli di apprendimento basati sui principi del Crisis resource management.
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Le maxiemergenze: l’integrazione e il coordinamento interforze di Guido Bertolaso Nella storia recente del Servizio nazionale della protezione civile è possibile rintracciare le condizioni che rendono l’integrazione e il coordinamento interforze due presupposti essenziali per fronteggiare qualsiasi situazione critica con ef ficienza, efficacia e tempestività, senza rinun ciare ad affrontare insieme la complessità delle maxiemergenze.
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| Qualità e valutazione |
L’importanza di un’Agenzia indipendente per la valutazione di Giuseppe Benagiano e Giulia Ajello Si auspica la creazione di un’agenzia nazionale per la valutazione e il controllo nel suo complesso del sistema sanitario italiano. I compiti dell’agenzia dovranno essere l’autorizzazione e l’accreditamento delle strutture, la loro valutazione e quella della qualità dei servizi erogati. Il cittadino va reso partecipe di questo processo associandolo alla gestione e alle scelte effettuate dalle direzioni delle aziende.
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Autorizzazione e accreditamento: una Joint Commission italiana di Carlo Ramponi Per accreditamento si intende una procedura volontaria per mezzo della quale un’agenzia governativa o non governativa verifica e riconosce che l’organizzazione in oggetto applica e rispetta standard predefiniti in un processo continuo di miglioramento di strutture, prassi e risultati. Ipotizzare un sistema simile in Italia appare alquanto difficile, date le condizioni attuali relativamente alla regionalizzazione e alle sostanziali differenze accumulate tra sistemi regionali. Una concreta alternativa è quella di consentire e incoraggiare le strutture sanitarie a confrontarsi individualmente con altre esperienze europee e internazionali, per affrontare la sfida di una società sempre più aperta e globalizzata.
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La valutazione multidimensionale della performance in sanità di Sabina Nuti Il sistema sanitario pubblico, per recuperare efficienza, qualità e fiducia da parte del cittadino, deve introdurre sistemi di valutazione dei risultati in cui le parole chiave siano: misurazione, multidimensionalità, confronto, merito e reputazione.
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Valutazione dell’appropriatezza delle cure prestate di Alessandro Boccanelli L’unico modo per poter realmente giudicare se un sistema sanitario e i suoi operatori lavorano bene, tenendo conto della tipologia degli ammalati e del contesto organizzativo (risk adjustment), con possibilità di correggere le situazioni anomale e fornendo al cittadino elementi obiettivi di giudizio, è quello della valutazione dell’efficienza e della efficacia delle strutture in termini di verifica degli esiti delle cure.
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| Stato e società: ruoli e rapporti nel sistema sanitario |
Sanità e sussidiarietà di Federico Spandonaro Perché introdurre in un quaderno sulla sanità il tema della sussidiarietà? La risposta a questa domanda può assumere diverse angolazioni: si può richiamare la sussidiarietà come valore, che affonda le sue radici nel pensiero antico, e allo stesso tempo configura un modo per perseguire l’efficienza; si può argomentare che rappresenta un principio giuridico-politico a cui non è stata dedicata adeguata discussione sulle concrete modalità di realizzazione in sanità; e infine, sulla sussidiarietà pesa una ambivalenza che percorre tutta la legge 833/78 di istituzione del Servizio sanitario nazionale (ora regionalizzato).
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Il principio della sussidiarietà di Alessandro Venturi Prendendo le mosse dai fondamenti del principio di sussidiarietà, il presente contributo intende approfondirne gli aspetti attuativi. In particolare si cercherà di mostrare, anche attraverso i riferimenti alla legislazione regionale, i nessi strutturali che tale principio ha con la teoria dei quasi mercati elaborata da Le Grand e Bartlett con l’intento di declinare i caratteri di un quasi mercato in sanità, ovvero di un ente pubblico che finanzia (anche solo in parte), ma non necessariamente eroga i servizi.
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La sussidiarietà presa sul serio di Claudio De Vincenti e Andrea Tardiola L’impostazione sottesa al processo di decentramento amministrativo e alla riforma del Titolo V della Costituzione si è fondata sul presupposto della ricongiunzione sul territorio del circuito autonomia-responsabilità politico-amministrativa. Il campo delle politiche sanitarie costituisce un terreno d’elezione per esaminare il processo federalista in corso, rappresentando la componente maggioritaria dei bilanci regionali.
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Il ruolo delle aziende sanitarie pubbliche e private di Francesco Longo Le aziende sanitarie sono gli istituti che concretamente tutelano la salute attraverso la loro azione di erogazione delle prestazioni, di selezione implicita delle priorità socio-sanitarie, di governo dei consumi delle prestazioni stesse. In esse si effettuano le scelte, si forniscono i servizi e si sviluppano le competenze. Sono il luogo privilegiato di attenzione della programmazione e dello sviluppo di sistema. È quindi necessario chiarire cosa si intenda con il termine “aziendalizzazione”.
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Il ruolo del non profit e delle associazioni di Fabio Monteduro L’attuazione del principio di sussidiarietà implica la necessità di individuare forme efficaci di coinvolgimento delle aziende non profit che sappiano coniugare la razionalità economica con la creazione di valore sociale. A tal fine è essenziale che si diffonda una maggiore conoscenza e consapevolezza della rilevanza, del ruolo e delle caratteristiche distintive della sanità non profit.
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Ripartire dai diritti del cittadino malato di Teresa Petrangolini La salute è al centro degli interessi dei cittadini, ma spesso la qualità dei servizi non corrisponde alle loro aspettative. Gli stessi cittadini sono ormai un soggetto attivo a tutela dei loro diritti in campo sanitario, anche grazie all’articolo 118, comma 4 della Costituzione che riconosce il principio di sussidiarietà orizzontale. L’esempio delle Carte dei diritti del malato in Italia e in Europa.
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Sanità: il modello toscano di Vinicio Biagi Per parlare delle Società della salute (SDS) toscane è necessario partire dal Piano sanitario 2002-04: «Il concetto di distretto, inteso come livello a cui collocare l’organizzazione di base del sistema sanitario integrato con quello socio-assistenziale, è sempre stato presente nella normativa sanitaria, ma scarsamente realizzato. La Toscana ha scelto di diventare il luogo di rilancio di questa cultura, a partire dai comuni, dalla società civile, dalle associazioni, dall’esperienza dei suoi servizi territoriali e a questo fine, in alcune realtà, le funzioni della zona-distretto vengono affidate in forma di sperimentazione gestionale ad organismi denominati Società della salute».
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Sanità: il modello lombardo di Roberto Formigoni Tutti i sistemi di welfare stanno affrontando sfide epocali che richiedono un cambiamento completo nel modo di concepire i servizi alla persona. Nel caso specifico dell’Italia, a trent’anni dall’introduzione del Servizio sanitario nazionale (SSN), occorre avere il coraggio di intraprendere una strada innovativa che superi una concezione di welfare Statocentrica, insostenibile non solo dal punto di vista sociale ed economico, ma anche di efficacia. Lo si deve fare non per stravolgerne i numerosi aspetti positivi – il nostro sistema universalistico è unico nel mondo – ma per permettere di continuare a offrire un servizio adeguato, a renderlo più efficace e sostenibile.
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Sanità, università e ricerca di Carlo Croce
Lo stato deplorevole in cui sanità, università e ricerca si trovano oggi in Italia è una condizione purtroppo nota, dovuta in primo luogo alla mancanza di una cultura moderna che serva da motore. Continuiamo a glorificare la grande cultura del nostro passato, ma siamo incapaci di adeguarci al presente e al futuro. L’essere pragmatici è diventato una eresia: preferiamo girare intorno ai problemi, senza tuttavia fare niente per risolverli. I maggiori esponenti della nostra cultura, figure come Dante, Petrarca, Michelangelo, Leonardo, Raffaello, Galileo, Bernini, Borromini e innumerevoli altre, sono vissuti secoli fa, quando intellettuali e artisti di tutto il mondo venivano in Italia per imparare e contribuire alla nostra cultura. L’arte, la cultura e la scienza erano apprezzati e stimolati, a differenza di quanto accade oggi.
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