| Il caso italiano. Analisi del voto |
Il significato politico delle elezioni europee 2009 di Paolo Natale Per comprendere il reale significato che i risultati delle elezioni europee del 6-7 giugno rivestono nella recente storia elettorale italiana è necessario considerare tre aspetti della dinamica del voto che insieme hanno contribuito a determinarne il responso: il carattere di questo particolare tipo di competizione e le regole che lo disciplinano, la risposta degli elettori e, infine, i cambiamenti nei principali flussi di voto rispetto alle politiche del 2008.
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| Agenda. L'Italia e il G8 |
Dopo il G8: verso un gruppo per il consenso globale? di Pasquale Ferrara La crisi finanziaria ha messo in evidenza i limiti dell’attuale architettura istituzionale internazionale e la necessità di una riforma degli strumenti della governance globale. La tendenza prevalente negli ambienti accademici internazionali va nella direzione di formati più inclusivi rispetto al G8 tradizionale, non solo dal punto di vista numerico ma anche sotto il profilo della loro rappresentatività ed efficacia.
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Come l’Unione europea può evitare che il G20 diventi G2 di Alberto Quadrio Curzio L’attuale crisi economica può essere l’occasione per avviare un processo di ristrutturazione del governo della finanza mondiale e per l’elaborazione e il lancio di un programma di sviluppo economico globale sostenibile. Un contributo in tal senso può venire dal G20 e dagli accordi raggiunti in quella sede, che testimoniano del salto di qualità compiuto recentemente da questa istituzione a scapito del G8. Per evitare che il G20 si trasformi di fatto in un G2 fra...
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G8: l’agenda riformista per le democrazie delle classi medie di Stefano Fassina Presupposto fondamentale per uscire dalla crisi in corso è la ridefinizione della governance globale, sia in termini di politics che di policies. Su entrambi questi fronti il G8 può giocare un ruolo importante, da un lato avviando un processo che porti al suo stesso superamento in favore del G20, dall’altro operando nel senso di un riequilibrio macroeconomico globale fondato su una migliore perequazione economica e sociale a livello nazionale.
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Il G8 e le risposte alla crisi climatica di Carlo Carraro I cambiamenti climatici rendono urgenti e ineludibili misure di riduzione delle emissioni di gas serra sia per scongiurare i rischi connessi agli impatti ambientali sia per individuare le proposte più efficaci nella prospettiva di una low carbon society.
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G8 e Africa: cosa ci insegna la crisi? di Federica Marzo Grazie all’aumento dell’interdipendenza economica determinata dalla globalizzazione, l’Africa si sta sempre più integrando nel contesto economico globale, con benefici rilevanti per quanto riguarda i livelli di crescita economica registrati negli ultimi anni. Una maggiore interdipendenza comporta però la necessità di coinvolgere nel processo di dialogo multilaterale anche paesi, come quelli africani, un tempo ritenuti marginali.
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L’Italia, il G8 e il futuro della governance di Maurizio Massari La presidenza italiana del G8 dovrà affrontare temi importanti in una congiuntura internazionale caratterizzata dalla crisi economica globale. Al governo italiano tocca dunque il difficile compito di determinare le priorità dell’agenda del G8, dalla crisi economico-finanziaria al cambiamento climatico, alla sicurezza in Afghanistan e Pakistan, alla non-proliferazione. Al di là delle oggettive difficoltà, la crisi offre delle irripetibili opportunità per rifo...
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| Focus. Grande Medio Oriente |
Il presidente Obama cambia strategia. Un anno decisivo per l’Afghanistan di Giuliano Francesco La revisione della strategia statunitense per l’Afghanistan e i rinforzi che stanno affluendo in quel teatro segnano l’avvio di una nuova fase: la gestione del conflitto si americanizzerà nei numeri e nelle idee, comprimendo il ruolo degli alleati europei della NATO. I dubbi sul nuovo corso riguardano le condizioni dell’apertura negoziale ai movimenti armati che si oppongono al governo di Kabul e, soprattutto, le modalità di uso della forza sul terreno. Il modello ut...
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L’instabile circolarità del potere in Pakistan di Riccardo Redaelli Il Pakistan da anni sembra un paese sempre più fragile e inaffidabile, con un governo civile debole e delle forze armate incapaci di garantire l’ordine in diverse aree del paese. Uno Stato sempre più vittima del “contagio” dei taliban afgani – peraltro creati tempo addietro proprio da Islamabad – ma che rimane una pedina cruciale per l’azione della NATO in Afghanistan e per la politica regionale che l’Amministrazione Obama intende perseguir...
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L’Iran dopo Obama di Nicola Pedde L’antiamericanismo e, più in generale, l’atteggiamento di chiusura verso l’esterno tipico della Repubblica islamica, hanno radici profonde nella storia del paese. Tuttavia, le generazioni successive a quelle direttamente coinvolte nella rivoluzione, soprattutto nel decennio successivo alla guerra con l’Iraq, sono state portatrici di un profondo mutamento di concezione, mostrando quanto il quadro politico iraniano sia eterogeneo e composito. Su queste basi, si guard...
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Prospettive di pace e di guerra nell’Iraq del dopo Bush di Bruna Soravia L’Iraq degli ultimi mesi, dopo le elezioni provinciali dell’inizio dell’anno, appare un paese complessivamente tranquillo, in attesa del ritiro totale e definitivo delle truppe della coalizione annunciato per la fine del 2011. Si tratta però di una condizione ancora fragile e reversibile, la cui stabilità dipenderà dalle riforme politiche che devono definire la natura dello Stato federale iracheno.
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Dove dopo Gaza? di Carlo Pinzani Il raid israeliano a Gaza dell’inverno scorso si è rivelato un’azione inefficace e, addirittura, controproducente se si guarda alla radicalizzazione delle posizioni che ha provocato. La principale vittima di quell’azione è stato però l’interesse della comunità internazionale alla stabilizzazione dell’area mediorientale. Una nuova speranza può venire oggi dal ritorno degli Stati Uniti al ruolo di mediatore equilibrato nel conflitto che...
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Il ruolo delle Nazioni Unite nel processo di pace in Medio Oriente di Alvaro De Soto Dall’armistizio che nel 1949 pose fine alla prima guerra arabo-israeliana alla costituzione del Quartetto nel 2001, le Nazioni Unite sono rimaste ai margini dei negoziati di pace in Medio Oriente. Tuttavia, l’inclusione del segretario generale nel Quartetto se da un lato ha permesso il coinvolgimento dell’ONU nel processo di pace, dall’altro è stato all’origine di una situazione ambigua che ha portato la più alta carica delle Nazioni Unite ad avallare a...
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| Urbanistica e casa |
Piano casa, rilancio dell’economia e politiche di governo del territorio di Maurizio Lupi Il principio di sussidiarietà ha profondamente trasformato il profilo dei rapporti tra le istituzioni. Anche in tema di politiche urbanistiche l’iniziativa di una pluralità di soggetti, associazioni, cooperative, imprese non profit e singoli individui deve rappresentare il presupposto per una trasformazione profonda delle politiche di governo del territorio.
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Governare la trasformazione. Un nuovo riformismo per la città contemporanea di Carlo Cerami I caratteri della città contemporanea, aggregato di individui che condividono problemi più che sentimenti di identificazione etnico-culturale o di appartenenza politica e religiosa, rendono inadeguati l’approccio tradizionale dell’urbanistica al governo del territorio e le regole attualmente vigenti. Il governo del territorio nel contesto attuale richiede soprattutto la valorizzazione delle sue specificità e del contributo di tutti gli attori che vi operano.
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Neoriformismo e governo del territorio: la questione dell’edilizia sociale di Riccardo Conti La questione dell’edilizia sociale deve essere considerata una tematica centrale nel governo del territorio, non una problematica settoriale e residuale. Con il Piano casa la destra italiana ha mascherato un provvedimento di deregolamentazione urbanistica evocativo di un modello di sviluppo “mattoneinfrastrutture” destinato al variegato popolo delle villette e dell’edilizia borderline. L’edilizia sociale non può essere considerata qualcosa in più rispe ...
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L’architettura contemporanea e lo stato superficiale delle cose di Vittorio Gregotti In una nuova visione di social housing l’architettura contemporanea deve superare i modelli tradizionali di insediamento abitativo, privilegiando l’elemento della mescolanza sociale e del rispetto della mobilità, integrando funzioni, attività produttive, commerciali e servizi, costituendo un melting pot in grado di attenuare le distanze sociali.
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Politiche abitative e fiscalità: analisi e prospettive di Guglielmo Maisto In un contesto come quello italiano, in cui il legislatore ha tradizionalmente favorito, attraverso la leva fiscale, l’acquisto di case per abitazione principale, si è venuto a creare un mercato immobiliare che, soprattutto in relazione alle locazioni, mostra caratteristiche di frammentazione, rigidità e scarsa trasparenza. Si è così ingenerato un fenomeno nuovo, il disagio abitativo, che l’intervento tributario non è in grado di risolvere. Esso ric ...
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La qualità del “prodotto casa” di Claudio De Albertis Efficienza energetica, certificazione delle prestazioni energetiche degli edifici, sostenibilità ambientale, interoperabilità: sono queste alcune delle grandi novità che negli ultimi anni hanno coinvolto il settore delle costruzioni, generando un importante volano di innovazione e aprendo la strada ad una sempre maggiore attenzione al “prodotto casa”.
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I nodi irrisolti del Piano casa di Luciano Caffini L’approvazione del Piano casa da parte del governo lascia irrisolte diverse importanti questioni. Manca ancora, infatti, una legge per il governo del territorio fondato sulla collaborazione fra Stato, Regioni ed enti locali; così come sono assenti provvedimenti efficaci in materia di politica abitativa in grado di soddisfare una domanda inconciliabile con le attuali condizioni di mercato.
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| Il federalismo |
La semplificazione istituzionale-amministrativa e la riforma costituzionale di Guido Meloni L’esigenza della semplificazione, sia istituzionale sia amministrativa, posta alla ribalta dal recente dibattito politico, trova nella piena e coerente attuazione della riforma costituzionale del 2001 la sua più valida risposta. Il governo locale, nei due livelli dei Comuni e delle Province, è chiamato al ruolo di amministrazione generale, con l’assunzione di tutte le funzioni di dimensione locale. Per far ciò è indispensabile che, soprattutto a livello co...
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Il regionalismo tra processi federali e sistema dei partiti di Raffaele Bifulco Nella scelta italiana a favore dello Stato regionale e ora a favore del federalismo un ruolo determinante ha avuto il sistema politico. Nel nostro paese, infatti, il processo federale, svolto per dissociazione, è stato in gran parte governato o in qualche misura condizionato dai partiti. Negli anni Settanta e nel corso degli anni Novanta il sistema dei partiti ha utilizzato la “periferia” per rivitalizzare se stesso o, comunque, per “delocalizzare” la crisi che lo ...
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La legge delega sul federalismo fiscale tra buone intenzioni e occasioni mancate di Guido Rivosecchi Nonostante gli equivoci che a volte si annidano dietroil cosiddetto federalismo fiscale, la legge delega rappresenta un significativo tentativo di ripresa del processo di attuazione del Titolo V della Costituzione, caratterizzato da un procedimento sufficientemente equilibrato tra governo, Parlamento e autonomie territoriali. Rimane invece qualche perplessità rispetto al conseguimento di quella fondamentale funzione di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario che anch...
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| Le idee |
Spostamenti nel pubblico televisivo: dalla maggioranza ai nativi digitali di Carlo Freccero Dalla nascita della televisione come servizio pubblico all’attuale epoca di integrazione dei media, il pubblico televisivo ha subito una trasformazione radicale, passando da mero fruitore ad artefice della programmazione, ad attore e autore delle trasmissioni. Si tratta di una rivoluzione che non ha travolto soltanto i mezzi di comunicazione ma la società intera. Come ha dimostrato la campagna elettorale di Obama, infatti, la generazione dei millennial non è disinteressata all...
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Le conseguenze sociali della crisi di Loredana Sciolla La crescita dell’incertezza dei ceti medi e il confinamentodei soggetti più deboli in trappole permanenti sono due possibili conseguenze sociali negative della crisi in corso. Inoltre, quelli che sembrano circoli virtuosi della crisi possono essere letti come forme di difesa e di resistenza alla perdita di status e di riconoscimento sociale. Essi rappresentano, tuttavia, anche delle opportunità per l’attuazione di una politica in grado di consolidare atteggiamenti e pre ...
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C’era una volta la crisi di Gianluca Giansante Il discorso sulla crisi economica è stato uno dei pilastri della campagna di Berlusconi nel 2008. Un’analisi della strategia elettorale ne svela le ragioni dell’efficacia, mette in luce le carenze del campo democratico e permette di avanzare una proposta per recuperare un rapporto più profondo fra cittadini e politica riformista.
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L’Europa nel contesto dell’economia mondiale di Ferdinando Targetti La crisi economica in corso trova l’Unione europea in una condizione di debolezza persino maggiore di quella degli Stati Uniti, dove la crisi è nata. Se gli Stati membri dell’UE insisteranno nel perseguire politiche anticrisi autonome il rischio di una marginalizzazione dell’Europa non potrà che aumentare. Al contrario, l’adozione di politiche economiche comuni, l’istituzione di un Tesoro europeo a fianco della Banca centrale e l’emissione di eur...
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La democrazia intelligente. Le elezioni indiane del 2009 di Antonio Menniti Ippolito Attraverso un’analisi storica dei diversi esiti elettorali, a partire dalle prime elezioni del 1952 sino all’ultima, recentissima, consultazione, si evidenziano le dinamiche del voto in India che mostrano il sorprendente attecchimento della democrazia in quel paese; la maturità di un elettorato, pur molto composito, che si mostra sempre in grado di scegliere, talvolta mutando rotta, in modo non scontato.
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| Dizionario civile |
Eresia di Miguel Gotor Il termine eresia deriva dalla parola greca αιρεσις, la quale, a sua volta, ha origine dal verbo αιρεω che significa prendere, afferrare, ma anche proporre e scegliere. Con il concetto di eresia si intende una dottrina che pretende di opporsi in maniera diretta, contraddittoria e immediata a una verità rivelata oggetto di dogma in una data comunità religiosa, ad esempio quella cattolica.
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| I libri di Italianieuropei |
Federico Chabod, Storia della politica estera italiana dal 1870 al 1896 di Michele Ciliberto La “Storia della politica estera italiana dal 1870 al 1896” di Federico Chabod è senza alcun dubbio uno dei capolavori della storiografia italiana del XX secolo. Venne pubblicato nel 1951 e, nelle intenzioni dell’autore, doveva essere il primo di cinque volumi che tuttavia non videro la luce. L’editore Laterza ritenne di dover continuare a stampare quel solo volume – intitolato “Premesse” – perché «quest’opera vive a s&eac...
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