| Agenda. Narrare e capire |
La politica e il nuovo dispotismo democratico di Michele Ciliberto
There are no translations available Il clima politico italiano, caratterizzato da un nuovo dispotismo democratico, non ha cancellato tuttavia un’esigenza di partecipazione attiva della cittadinanza, che si avverte su più fronti. A partire da questa constatazione è necessario ribadire la priorità della politica, che – come delineato dai grandi classici del pensiero moderno – rappresenta una delle dimensioni essenziali della vita e precondizione della libertà dell’uomo. Senza dimenticare gli esempi più alti della storia italiana del secondo dopoguerra, appare indispensabile dunque riscoprire i luoghi e i termini della politica e del conflitto – suo elemento imprescindibile – anche attraverso la critica dell’ideologia dominante.
|
| | |
| Agenda. Narrare e capire |
Il potere conoscitivo della narrazione di Carlo Sini
There are no translations available Nel celebre libro “La condizione postmoderna” Jean-François Lyotard sostiene che le grandi narrazioni e il metadiscorso della filosofia siano oggi in declino. Si impone invece la verità performativa delle scienze. Questo contributo vuole, al contrario, mostrare l’imprescindibilità della struttura narrativa come fondamento della comprensione storica del-l’uomo e fornire un esempio concreto in riferimento alle ricerche della psicologia evolutiva di Daniel N. Stern, relative alla formazione del sé nella decisiva fase dell’acquisizione del linguaggio.
|
| |
|
|
| Agenda. Narrare e capire |
La lettura nella società postmoderna di Emanuele Trevi
There are no translations available Le analisi che si limitano a contare il numero dei lettori e soprattutto dei non lettori hanno trascurato la riflessione sulla lettura in sé. Il nuovo millennio sembra essersi lasciato alle spalle gli altissimi risultati e la grande varietà raggiunti dalla letteratura nel corso dell’Ottocento e del Novecento, una forma d’arte a sua volta capace di creare un tipo di lettura di notevole livello. Il nostro tempo si connota invece per un appiattimento e un’omologazione della proposta letteraria e, insieme causa e conseguenza, per l’emergere di una figura di lettore divenuto strumento nelle mani della “macchina narrativa” e affetto da un "bovarismo" spinto all'eccesso.
|
| | |
| Agenda. Narrare e capire |
Dilemma dello scrutatore di Marco Maggi
There are no translations available “La giornata d’uno scrutatore”, breve romanzo di Italo Calvino pubblicato nel 1963, svolge una meditazione sul rappresentare che è indagine sulla letteratura e le sue rappresentazioni, ma anche – nel suo volgersi agli istituti della rappresentanza – sulla politica e sul ruolo dell’immaginazione letteraria nella vita civile....
|
| |
|
|
| Agenda. Narrare e capire |
La democrazia partecipativa: dinamiche e sfide di Yves Sintomer
There are no translations available L’idea della democrazia partecipativa è divenuta negli ultimi anni, soprattutto dopo l’esperienza di bilancio partecipato di Porto Alegre, la bandiera di una parte della sinistra europea. Una discussione sulle sue dinamiche e sulle sfide che pone è cruciale, soprattutto nel momento in cui la democrazia rappresentativa classica si trova a fronteggiare una sfiducia diffusa nei confronti del sistema politico.
|
| | |
| Agenda. Narrare e capire |
Le classi sociali nel 2010: una critica alla visione della società immaginata dagli economisti e dai di Carlo D'Ippoliti
There are no translations available La crisi delle sinistre e quella dell’economia e della scienza economica sono un dato ormai inequivocabile dell’assetto europeo. Questa situazione appare concomitante con la diffusione di una visione dell’individuo come “uomo-isola”, attualmente prevalente nella società e accolta anche dai partiti riformisti. Le categorie relative alla divisione in classi, utilizzate in precedenza, sono peraltro ormai inadatte a rispondere alle istanze dei cittadini. Affinché i partiti riformisti possano ripristinare il dialogo con i propri elettori e conquistarne di nuovi sembra necessaria l’adozione di strategie di mediazione tra gli interessi, le aspettative, le richieste di quell’universo frammentato che oggi costituisce la nostra società.
|
| |
|
|
| Agenda. Narrare e capire |
L’errore nel linguaggio politico di Maria Vittoria Dell’Anna
There are no translations available Parlare di errore nella comunicazione politica significa parlare della distanza tra il produttore del messaggio (il politico) e il ricevente (il cittadino) e, al contempo, della distanza tra il contenuto del messaggio e quello dell’agire concreto. Su ciò si innestano le riflessioni in merito agli effetti prodotti sulle forme del linguaggio politico dalla progressiva mediatizzazione della politica e dall’utilizzo della rete da parte di leader e candidati....
|
| | |
| Agenda. Narrare e capire |
Il sogno della politica, dov’è? di Marianella P. B. Sclavi
There are no translations available Ci fu un momento negli anni immediatamente seguenti il 2010 in cui i movimenti per il co-protagonismo universale, che da tempo circolavano in tutto il mondo, raggiunsero la soglia critica e non poterono più essere negati o frenati. Questo articolo ricorda i quattro slogan che segnarono questa svolta e i due principali ostacoli che la vecchia talpa (seppure dotata di PC, iPod e social network) si trovò a dover superare nello scavare il tunnel di collegamento fra la democrazia rappresentativa e quella deliberativa.
|
| |
|
|
| Agenda. Narrare e capire |
Dialettica della verità e personalizzazione della politica di Franca D'Agostini
There are no translations available La parola verità è da sempre al centro di un intenso dibattito filosofico, ma oggi questo termine non fa più paura, avendo subito un processo di riconcettualizzazione su cui molto ha contato l’informatizzazione delle conoscenze. La verità resta tuttavia una efficace arma scettica attraverso cui porre in discussione parole e fatti nel dibattito democratico, pur in un contesto come quello attuale, sbilanciato a favore delle leadership e in generale connotato da una forte personalizzazione della politica. In Italia, in particolare, si assiste al prevalere di una retorica dell’emotività, incentrata sul pathos a detrimento delle altre due componenti fondamentali e strutturanti del discorso politico, il logos e l'ethos.
|
| | |
| Agenda. Narrare e capire |
Lingua e comunicazione nel web 2.0 di Elena Pistolesi
There are no translations available Il discorso pubblico sulla lingua della rete si arresta di solito agli effetti più appariscenti della comunicazione, come le grafie e il gergo. L’evoluzione del web fa emergere invece un nuovo rapporto tra la dimensione profonda della scrittura digitale, la costruzione del dialogo e l’identità discorsiva.
|
| |
|
|
| Agenda. Narrare e capire |
Un nuovo paradigma per una società in mutamento di Massimo Bray e Gianluca Giansante
There are no translations available
Mentre la sinistra ha pagato lo scotto della sua incapacità a formulare una narrazione e una identità nuove, Berlusconi ha saputo, anche grazie a un imponente controllo della TV, costruire e adeguare il linguaggio alla scena politica e culturale del paese, con un’efficace comunicazione di simboli e valori che ne hanno accentuato i tratti edonistici e individualisti. Oggi, per la sinistra la sfida può giocarsi nel-l’ambito dell’elaborazione di una cultura politica che riscopra il valore del cittadino come individuo e le sue aspettative, ma anche attraverso la presenza sul territorio e una maggiore attenzione alle nuove forme di comunicazione.
|
| | |
| Focus. America Latina |
L’America Latina, la crisi e la nuova governance dell’economia mondiale di Andrea Goldstein
There are no translations available La promozione del G20 a luogo privilegiato di esercizio della governance globale ha permesso finalmente ai principali paesi dell’America Latina di entrare nella “stanza dei bottoni” dell’economia mondiale. L’andamento complessivamente positivo delle economie dei paesi del subcontinente e il modo in cui, forti dell’esperienza delle crisi precedenti, hanno affrontato questa fase di recessione hanno poi consentito il consolidamento della loro posizione all’interno dell’organizzazione e una accresciuta responsabilità della regione nei confronti del governo dell’economia mondiale.
|
| |
|
|
| Focus. America Latina |
Il nuovo populismo in America Latina di Joaquín Roy
There are no translations available Il populismo latinoamericano affonda le sue radici nella trasformazione dei caudillos locali, che hanno ereditato i resti del sistema coloniale centralista. Il suo sviluppo ha beneficiato poi della forza dell’immigrazione, sia interna sia proveniente da altri paesi, inizialmente concentratasi nelle città. Attualmente i populisti mantengono il potere grazie ad elezioni periodiche e referendum.
|
| | |
| Focus. America Latina |
Il Brasile di Lula: c’era una volta un’era? di Roberto Vecchi
There are no translations available Il primo e il secondo mandato (2003-06 e 2007-10) del governo del presidente brasiliano Lula si concatenano intorno a uno specifico progetto “nazionale”, analizzabile a partire anche dal confronto con altri programmi di crescita avviati nel paese nel corso del Novecento. In particolare, tale progetto si fonda su un’idea di sviluppo economico che si propone di armonizzare crescita e inclusione sociale in modo da attenuare gli storici contrasti esistenti nel paese.
|
| |
|
|
| Focus. America Latina |
Le elezioni presidenziali in Cile di Marcelo Contreras Nieto
There are no translations available Nel corso delle recenti elezioni presidenziali cilene, la destra, con Sebastián Piñera, ha conquistato il potere, spezzando la continuità politica che vedeva la Concertación dominare da oltre vent’anni, ovvero dalla fine del regime militare di Pinochet. Il fronte delle forze progressiste deve ora interrogarsi sulle ragioni profonde della propria sconfitta e prepararsi a costruire un’opposizione valida. Anche in questa direzione, appare auspicabile che i progressisti perseguano l’obiettivo di riaggregarsi intorno a una formula più ampia di quella rappresentata dalla Concertación.
|
| | |
| Focus. America Latina |
Il Venezuela di Chávez. Non dittatura, ma regime post democratico di Rossana Miranda
There are no translations available Hugo Chávez gode di un ampio consenso popolare, alimen tato dai suoi tratti carismatici, dall’impegno sociale e dalla sua efficacissima capacità retorica, con la quale governa (e limita) il paese attraverso tutti i mezzi, compresi quelli di comunicazione. Tuttavia il passato da ex militare e golpista lo rende, come lo scrittore Márquez ha osservato, un uomo in cui albergano due anime contraddittorie. Il prevalere dell’una – capopopolo nemico delle libertà e del dissenso – o dell’altra – leader della via sudamericana per la risoluzione delle ingiustizie sociali – avrà un notevole peso nel tratteggiare il futuro del paese, il suo sviluppo e lo scenario nazionale e internazionale che ne deriveranno....
|
| |
|
|
| Focus. America Latina |
Uno strumento di politica estera verso l’America Latina di Donato Di Santo
There are no translations available A fronte di un solido interesse da parte dell’opinione pubblica italiana nei confronti del subcontinente americano, i legami politici tra il nostro paese e quelli latinoamericani sono stati spesso caratterizzati da confronti sporadici e atteggiamenti ideologizzati. Oggi invece tali rapporti istituzionali dispongono di uno strumento importante, rappresentato dal Comitato consultivo per le Conferenze Italia-America Latina, frutto dell’impegno dell’ultimo governo di centrosinistra e della volontà del governo attuale di prose guire su questa via....
|
| | |
| Focus. America Latina |
L’America Latina e gli Stati Uniti di Obama: speranze e delusioni di Gabriel Puricelli
There are no translations available Lo scarso interesse mostrato dalla presidenza Bush per le politiche “continentali”, da un lato, e la mancata adesione di buona parte dei paesi latinoamericani alla strategia della guerra preventiva, dall’altro, hanno progressivamente determinato un impoverimento dei rapporti tra i paesi dell’America Latina e gli Stati Uniti. Obama si è trovato dunque ad affrontare una situazione complessa, mostrando sin dall’inizio la ferma volontà di ripristinare le relazioni con gli Stati del subcontinente anche negli ambiti istituzionali. Tuttavia, la posizione assunta dal Pentagono in occasione del golpe honduregno fa temere una possibile situazione di impasse per il governo statunitense se questo non riuscisse a subordinare l’esigenza di difesa alla politica democratica.
|
| |
|
|
| Focus. America Latina |
Un posto nel mondo per la via alla democrazia di Alberto Aggio
There are no translations available Lungi dall’essere un continente dominato dallo spettro dell’abbandono, secondo la profezia di Weffort, l’America Latina ha espresso negli ultimi anni un vero e proprio movimento verso la conquista della democrazia. Dopo aver superato il fallimento delle vecchie ideologie politiche legate al suo storico ancoraggio a paradigmi di matrice europea, nordamericana e infine cinese, il continente latinoamericano si è indirizzato verso una ricomposizione della frattura fra società democratica e politica democratica. La consapevolezza di aver intrapreso tale sviluppo anche attraverso il dialogo tra liberalismo e socialismo è il passaporto con il quale la regione si appresta ad affrontare le sfide dei nuovi assetti globali.
|
| | |
| Internazionale. Gran Bretagna |
Nuovo leader, nuovi conservatori, nuovo governo? di Tim Bale
There are no translations available Dopo la lunga parentesi laburista, sembra profilarsi all’orizzonte, per il Regno Unito, un cambio di ver tice politico. La guida del partito conservatore e candidato premier David Cameron è riuscito in questi ultimi anni a svecchiare l’immagine dei Tory accantonando le classiche ricette thatcheriane e spostando la propria formazione politica su posizioni più aperte. Resta il dubbio se al governo i conservatori sapranno andare incontro, con il pragmatismo che da sempre li caratterizza, alle richieste degli elettori e affrontare le emergenze del paese....
|
| |
|
|
| Internazionale. Gran Bretagna |
Il New Labour dopo il tracollo di Eric Shaw
There are no translations available La socialdemocrazia di mercato di cui il New Labour si è fatto fautore in questi anni si è rivelata, con il crollo finanziario che nel 2008 ha travolto la City, una soluzione fallimentare. Dopo la grave recessione e a ridosso di una nuova scadenza elettorale, il partito di Gordon Brown si trova dunque di fronte alla necessità di rinnovarsi individuando al contempo alternative politiche praticabili.
|
| | |
| Le idee. Il dopo crisi |
Il dopo crisi: non basta adattarsi di Tiziano Treu
There are no translations available Le analisi di chi ritiene che con il superamento dell’attuale crisi economica si possa ritornare alla normalità sembrano scontare una sottovalutazione delle origini e della profondità di tale crisi. I fattori destabilizzanti che l’hanno prodotta hanno a che vedere, infatti, con gli assetti produttivi e l’organizzazione del lavoro, ove, superate le dinamiche tradizionali del modello fordista, non si è consolidato un nuovo equilibrio fra flessibilità e sicurezza nel mercato del lavoro. L’obiettivo da perseguire, in modi diversi in funzione dei diversi contesti nazionali, è una riconciliazione tra welfare e sviluppo.
|
| |
|
|
| Le idee. Il dopo crisi |
L’industria italiana e le sfide del sistema multipolare di Paolo Guerrieri
There are no translations available La crescita dei paesi emergenti nei prossimi anni continuerà ad essere elevata e determinerà significativi mutamenti nella divisione internazionale del lavoro. Vi si dovranno adattare tutti i paesi avanzati e anche il nostro sistema produttivo, che la crisi ha lasciato in mezzo al guado. Sono così necessarie politiche economiche, soprattutto industriali, che aiutino le nostre imprese ad aggregarsi, a innovare, a internazionalizzarsi e che sappiano promuovere i cambiamenti strutturali utili ad affrontare con successo la concorrenza futura. Ma poco o nulla è stato fatto finora su questo fronte.
|
| | |
| Le idee. Il dopo crisi |
Il ritorno della diseguaglianza sociale come variabile fondamentale di Giuseppe A. Veltri
There are no translations available I dati oggi a disposizione consentono di fare una valutazione dello stato di salute delle nostre società in relazione a parametri generalmente esclusi dalle statistiche. Si tratta di informazioni sul benessere sociale e psicologico dei cittadini, che risulta pesantemente condizionato dall’ineguaglianza di reddito. Il tema dell’eguaglianza sociale si ripropone in questi anni nei paesi avanzati, dunque, sollecitando la formulazione di politiche di riduzione delle disparità e a sostegno della crescita economica....
|
| |
|
|
| Le idee. Il dopo crisi |
Tornare a Keynes di Giorgio Ruffolo
There are no translations available Alla luce del fallimento delle ricette neoliberiste emerge da più parti un recupero delle tesi keynesiane sulla regolamentazione delle politiche economiche. È evidente, tuttavia, che la lezione del grande economista non può essere ripresa tout court nel mondo attuale, molto diverso da quello di quasi un secolo fa. Significativa in questo senso è oggi, in ambito economico, la riflessione sulla decrescita, il cui teorico più importante è l’economista francese Serge.
|
| | |
| Dizionario civile |
Egemonia culturale di Giuseppe Vacca
There are no translations available Egemonia culturale è la specificazione d’un concetto più ampio: quello di egemonia. Sebbene entrambe le espressioni facciano parte, ormai, del linguaggio comune, non potremmo parlarne senza risalire ad Antonio Gramsci. L’uso corrente del termine egemonia si deve alla straordinaria fortuna del pensiero di Gramsci: in Italia, fra gli anni Cinquanta e Settanta del secolo scorso, e quindi nel mondo, dove i suoi scritti hanno tuttora una diffusione sempre maggiore....
|
| |
|
|
| Dizionario civile |
Villaggio globale di Massimiliano Panarari
There are no translations available N on sarebbe possibile pensare la contemporaneità senza la rivoluzione comunicativa, e l’impatto straordinario che ha avuto sull’Occidente, rafforzandone inizialmente la centralità, sia sotto il profilo politico − basti pensare alla messa in scacco della rivoluzione organizzativa, di molto precedente, e principale motore politico del movimento operaio e sindacale per oltre un secolo e mezzo − sia sotto quello economico, sociale ed epistemologico.
|
| | |
| Archivi del riformismo |
I 150 anni dell’Unità d’Italia come contributo all’identità europea di Redazione
There are no translations available Le celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia ci spingono ad interrogarci sul significato che questo avvenimento della storia nazionale ha per l’Italia di oggi e sul senso che i valori di unità della patria e libertà dei cittadini assumono nel contesto politico attuale. Come già nel 1911 e nel 1961, una risposta a questi interrogativi non può prescindere dal richiamo alle radici risorgimentali del processo di unificazione del paese. Con questo spirito riproponiamo le riflessioni, quanto mai attuali, formu late da Eugenio Garin in un suo intervento del 17 aprile 1961.
|
| |
|
|