| L'Italia |
Flex-insecurity: perché in Italia la flessibilità diventa precarietà di Fabio Berton, Matteo Richiardi e Stefano Sacchi
There are no translations available Attraverso il confronto tra lavoratori tipici e atipici è possibile esaminare il nesso esistente in Italia tra la precarietà e il principale strumento di flessibilità dei rapporti di lavoro, vale a dire l’atipicità del rapporto contrattuale. Nell’analisi delle proposte avanzate per correggere questa evidenza empirica, particolare rilievo viene dato ad alcune concrete iniziative di policy, a partire dall’individuazione di sistemi di mantenimento del reddito e dal-l’introduzione di una indennità di terminazione, che si configura come un importante incentivo per la conservazione (o la trasformazione) del rapporto di lavoro.
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La fabbrica da luogo di conservazione a luogo di innovazione di Giuseppe Berta
There are no translations available La fabbrica ha cessato da tempo di essere rappresentata nel discorso pubblico italiano come un luogo di trasformazione. Essa appare sovente, al contrario, come una realtà residuale. Occorre un’iniziativa imprenditoriale che punti al rilancio della fabbrica come luogo di innovazione mediante la promozione di nuovi profili orientati a rafforzare sia la situazione professionale sia la situazione di mercato del lavoratore.
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Il ruolo del sindacato e l’evoluzione del mondo del lavoro di Adolfo Pepe
There are no translations available L’analisi dei cambiamenti occorsi negli anni Settanta consente di far luce su tre temi: gli effetti dei mutamenti economici sul mondo del lavoro; le difficoltà dei sindacati confederali, in parte superate con il protagonismo degli anni Novanta; la centralità della CGIL nella storia italiana e le sfide che l’attendono alla luce dei nuovi scenari politici.
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Le trasformazioni del lavoro in Italia di Francesco Garibaldo
There are no translations available I cambiamenti riscontrati nel mondo del lavoro sono legati ai mutamenti occorsi nella divisione del lavoro, sia quella tra imprese sia quella all’interno di esse. In entrambi i casi, i fenomeni rilevati su scala nazionale ed europea mettono in luce un processo di frammentazione che ha portato, all’interno della filiera produttiva, a una “modularizzazione” del lavoro e, all’interno delle imprese, a una diversificazione deregolamentata degli statuti del lavoro e della tutela della condizione del lavoratore stesso.
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Formazione e trasformazione continua di Innocenzo Cipolletta
There are no translations available È l’innovazione che genera la crescita economica, sia come fattore di competitività sia come motore per il ricambio dello stock di beni in nostro possesso. Essa comporta modifiche sostanziali nell’occupazione e forti esigenze di formazione. Posto che le innovazioni accelereranno ulteriormente nel futuro, occorre evolvere verso sistemi di società e di imprese che, mentre svolgono la propria attività, si impegnino nella formazione.
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| L'Europa e gli Stati Uniti |
Proposte per la riforma del lavoro in Spagna di Florentino Felgueroso e Sergi Jiménez
There are no translations available La Proposta per la ripresa lavorativa in Spagna, avanzata da un gruppo di ricercatori e abbracciata da numerosi economisti, prende atto della situazione di impasse delle politiche del lavoro del paese, evidenziando i difetti che si celano dietro il “miracolo spagnolo” dell’ultimo decennio e segnalando l’urgenza di una riforma del mercato del lavoro nazionale. Tuttavia sia le parti sociali sia il governo manifestano numerose perplessità rispetto a questo tentativo riformista.
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L’evoluzione del mercato del lavoro tedesco dopo la riunificazione di Thieß Petersen
There are no translations available I principali aspetti dell’evoluzione del mercato del lavoro in Germania dopo la riunificazione possono essere analizzati a partire da alcuni importanti indicatori – quali disoccupazione e partecipazione al mercato di diversi gruppi di lavoratori dipendenti – tenendo conto delle disparità regionali. Tali indicatori consentono inoltre di delineare alcune prevedibili conseguenze dell’attuale crisi economica e di tracciare il quadro delle future sfide che si prospettano per lo sviluppo demografico dei prossimi decenni.
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La sicurezza professionale in Francia: due diverse visioni? di François Gaudu
There are no translations available La precarizzazione del lavoro e la difficoltà ad assicurare una continuità professionale del lavoratore a prescindere dal posto di lavoro occupato sono state oggetto di diversi studi settoriali e accesi dibattiti politico-sindacali in Francia, come, d’altronde, nel resto dei paesi economicamente più sviluppati. La “sicurezza sociale professionale”, di cui in questo testo si ripropongono le principali tappe evolutive, sembrerebbe fornire una risposta ai problemi del mondo del lavoro contemporane.
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Il lavoro nelle politiche sociali europee di Silvana Sciarra
There are no translations available Le politiche sociali europee si caratterizzano per una intrinseca modularità, frutto di competenze condivise fra centro e periferia. In particolare, le politiche occupazionali si basano su procedure non vincolanti che lasciano ampi margini di manovra ai legislatori nazionali. I principi di flexicurity intendono favorire l’adattabilità dei lavoratori alle mutevoli esigenze del mercato, anche attraverso l’apprendimento lungo l’arco della vita lavorativa. La crisi economica e finanziaria ha evidenziato l’urgenza di sostenere con misure concrete i lavoratori espulsi dai processi produttivi.
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Dumping sociale e reazioni protezionistiche: una sfida cruciale per il nuovo Parlamento europeo di Massimo Pallini
There are no translations available Un’attenta analisi della legislazione europea in materia di libera circolazione permette di cogliere la giustapposizione tra i diritti alla mobilità del singolo e i diritti alla libera somministrazione di servizi, da parte delle imprese, in un qualsiasi paese membro dell’UE, pratica che spesso degenera in veri e propri fenomeni di dumping sociale. I casi occorsi negli ultimi anni richiamano l’urgenza di un deciso intervento del Parlamento europeo in materia, pena il fallimento dell’obiettivo di realizzare un mercato competitivo e, allo stesso tempo, capace di assicurare un elevato grado di protezione e coesione sociale.
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Gli spostamenti della forza lavoro all’interno dell’UE: flussi, effetti e reazioni politiche di Béla Galgóczi, Janine Leschke e Andrew Watt
There are no translations available Una delle principali conseguenze dell’allargamento ad Est dell’Unione europea è stata l’apertura totale o parziale dei mercati nazionali del lavoro ai cittadini dei nuovi Stati membri. Quali sono stati gli elementi che hanno caratterizzato questi flussi migratori intraeuropei? Qual è stato invece il loro impatto sui mercati del lavoro nei singoli paesi di emigrazione (ad esempio Ungheria, Lettonia e Polonia) e di accoglienza (come Austria, Germania, Svezia e Regno Unito.
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Pari retribuzioni per chi sostiene la famiglia di Heather Boushey
There are no translations available Negli Stati Uniti, di fronte alla crisi economica internazionale, il fenomeno della disoccupazione sta interessando in proporzione maggiore i lavoratori maschi rispetto alle donne, lasciando in molti casi queste ultime nella condizione di provvedere al sostentamento familiare. Le proposte legislative in discussione al Congresso americano sono volte a impedire che, in questo contesto, le donne possano subire discriminazioni nella retribuzione.
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| La proposta |
Il progetto per la transizione a un regime di flexicurity di Pietro Ichino
There are no translations available La proposta contenuta nel disegno di legge 1481/09 mira a superare l’attuale forma duale che ha assunto il mercato del lavoro in Italia, coniugando la flessibilità di cui le imprese hanno bisogno con una nuova forma di protezione della stabilità del lavoro e del reddito dei lavoratori, evitando che si allarghi l’area del lavoro precario.
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Il contratto unico a tempo indeterminato di Tito Boeri e Pietro Garibaldi
There are no translations available Una riforma organica del mercato del lavoro dovrebbe comporsi di tre pilastri: un salario minimo nazionale, un contratto unico a tutele progressive e un sussidio unico di disoccupazione. In questa sede ci concentreremo sul contratto unico, la proposta che forse più delle altre ha suscitato dibattito. Si ripercorrerà innanzitutto il cammino delle riforme del mercato del lavoro, per poi elencarne i problemi attuali, derivanti da un processo di revisione largamente incompleto. Si illustrerà, quindi, il contratto unico a tempo indeterminato e, infine, si cercherà di rispondere alle molte obiezioni e richieste di chiarimento legate alla nostra proposta.
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L’essenza della flexicurity di Gabriella Lusvarghi
There are no translations available Le società di outplacement svolgono una parte importante in un moderno sistema di protezioni sociali “attive”, ossia quelle che non si limitano a indennizzare il lavoratore per la perdita del proprio impiego. I dati dimostrano che, soprattutto per alcune professionalità, in quattro/cinque mesi è possibile ricollocare il lavoratore, a tutto vantaggio della produttività del sistema paese, delle risorse dedicate al welfare e, ovviamente, del lavoratore stesso cui si offre la possibilità di non sentirsi “tagliato fuori” dal sistema produttivo.
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| Il sindacato |
Potenzialità e limiti del neoriformismo del lavoro di Mimmo Carrieri
There are no translations available L’attuazione di un nuovo riformismo contrattuale che parta dalla riunificazione dei contratti del lavoro in Italia è una auspicabile via da percorrere, in funzione anche del mutato contesto storico. Tuttavia la strada scelta desta diverse perplessità e il cammino verso la piena realizzazione dell’unificazione incontra difficoltà notevoli, sia di tipo sociale, dovute alla trasformazione del mondo del lavoro, sia di tipo applicativo, legate cioè alla portata dell’intervento riformatore e alla sua efficacia, sia di tipo politico, causate dalla sottovalutazione dell’importante ruolo che governi e soggetti pubblici possono ancora ricoprire per il decollo di queste esperienze.
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Un nuovo patto nazionale per il mondo del lavoro di Paolo Nerozzi
There are no translations available È indispensabile ricostruire una nuova base sociale del lavoro. A questo scopo occorre un sistema di regole al contempo inclusivo ed estensivo di garanzie e di tutele, necessario per conferire al lavoro un impianto forte ed esigibile di diritti che tendano a unificare un mondo sempre più frammentato e polarizzato tra vecchi e giovani, tutelati e non tutelati, insiders e outsiders.
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Oltre la crisi e l’accerchiamento sociale di Giorgio Santini
There are no translations available Dopo anni nei quali l’occupazione ha riscontrato una crescita significativa, la crisi ha modificato questa tendenza. Siamo usciti dal “decennio maledetto” delle politiche del lavoro, ma rimangono insolute le “vere precarietà” del mercato del lavoro italiano. Occorre superare il dualismo nel mercato mentre il sindacato, anche attraverso la riforma del modello contrattuale e al ruolo della bilateralità, deve essere coprotagonista di un cambio di paradigma in senso partecipativo.
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Un progetto coerente per la flexicurity di Antonino Regazzi
There are no translations available Affinché le riforme del welfare e del diritto del lavoro, in Italia come negli altri paesi della UE, possano avere qualche probabilità di successo, devono essere promosse in tempi brevi e devono dotarsi di una sostenibilità non solo nazionale, ma anche europea. In quest’ottica, il disegno di legge italiano 1481/09 parte da assunti certamente condivisibili, come l’opportunità di superare la frattura interna al mondo del lavoro e l’obiettivo di fondo di giungere ad un sistema di flexicurity di ispirazione danese. Tuttavia, non pochi aspetti di questo provvedimento appaiono problematici e andrebbero discussi a fondo per garantire l’effettivo perseguimento delle finalità dichiarata.
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| Le idee |
Cos’è il lavoro? Una riflessione teorica di Alberto Burgio
There are no translations available Sulle funzioni e sul valore del lavoro si sono espresse, fin dagli esordi del pensiero moderno, visioni contrastanti e fondative di modelli di società profondamente differenti. Una stagione dominata dalla dottrina keynesiana ha garantito, nel trentennio che ha seguito la seconda guerra mondiale, piena occupazione, alti salari e diritti sociali. La successiva affermazione del paradigma neoliberista, però, ha sancito l’inizio di una “guerra al lavoro” i cui frutti, oggi ampiamente visibili, sono precarietà e insicurezza sociale.
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Trasformazioni del lavoro e indicazioni di policy di Tiziano Treu
There are no translations available Il tramonto della società e del conseguente metodo di produzione fordista obbliga oggi gli attori sociali e i decisori politici a rivedere non soltanto le proprie politiche in merito alla legislazione legata al lavoro, ma anche, più in generale, l’intero sistema di welfare, al fine di renderlo davvero universalistico. Le diverse proposte avanzate in questi anni, però, si scontrano con le resistenze ideologiche provenienti, spesso, soprattutto dal sindacato.
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