Image
I Quaderni di Italianieuropei

A partire da ottobre 2008, alla rivista bimestrale Italianieuropei. Bimestrale del riformismo italiano, ormai giunta al suo ottavo anno di vita, si affiancherà il trimestrale i Quaderni di Italianieuropei, un supplemento monografico trimestrale,  non incluso nell’abbonamento ordinario alla rivista Italianieuropei. E’ possibile acquistare “i Quaderni” nelle principali edicole e librerie.
I Quaderni 3/2009 - Il Lavoro

 Il Lavoro



Editoriale 3/2009 - Il lavoro
di Giuliano Amato

Il lavoro è un crocevia fondamentale del mondo contemporaneo. I paesi come il nostro, quelli cioè che fecero l’impresa e che quindi conobbero tutte le fasi dello sviluppo industriale, escono da un’epoca che è durata oltre un secolo e che sul lavoro ha costruito identità politiche e sindacali, assetti istituzionali e nuovi diritti da cui sono state addirittura plasmate le forme di governo e di regime del secolo stesso; il che significa le vite di milioni di persone. Gino Giugni scrisse anni fa che la società industriale si era organizzata attorno a due invenzioni istituzionali: la società per azioni e il contratto di lavoro. [continua]

 

Sommario
Sommario 3/2009 - Il lavoro
There are no translations available


Editoriale
Editoriale 3/2009 - Il lavoro
There are no translations available

Il lavoro è un crocevia fondamentale del mondo contemporaneo. I paesi come il nostro, quelli cioè che fecero l’impresa e che quindi conobbero tutte le fasi dello sviluppo industriale, escono da un’epoca che è durata oltre un secolo e che sul lavoro ha costruito identità politiche e sindacali, assetti istituzionali e nuovi diritti da cui sono state addirittura plasmate le forme di governo e di regime del secolo stesso; il che significa le vite di milioni di persone. Gino Giugni scrisse anni fa che la società industriale si era organizzata attorno a due invenzioni istituzionali: la società per azioni e il contratto di lavoro.


L'Italia
Flex-insecurity: perché in Italia la flessibilità diventa precarietà
di Fabio Berton, Matteo Richiardi e Stefano Sacchi
There are no translations available

Attraverso il confronto tra lavoratori tipici e atipi­ci è possibile esaminare il nesso esistente in Italia tra la precarietà e il principale strumento di flessi­bilità dei rapporti di lavoro, vale a dire l’atipicità del rapporto contrattuale. Nell’analisi delle propo­ste avanzate per correggere questa evidenza em­pirica, particolare rilievo viene dato ad alcune con­crete iniziative di policy, a partire dall’individuazio­ne di sistemi di mantenimento del reddito e dal-l’introduzione di una indennità di terminazione, che si configura come un importante incentivo per la conservazione (o la trasformazione) del rapporto di lavoro.

La fabbrica da luogo di conservazione a luogo di innovazione
di Giuseppe Berta
There are no translations available

La fabbrica ha cessato da tempo di essere rappre­sentata nel discorso pubblico italiano come un luogo di trasformazione. Essa appare sovente, al con­trario, come una realtà residuale. Occorre un’ini­ziativa imprenditoriale che punti al rilancio della fabbrica come luogo di innovazione mediante la promozione di nuovi profili orientati a rafforzare sia la situazione professionale sia la situazione di mercato del lavoratore.


Il ruolo del sindacato e l’evoluzione del mondo del lavoro
di Adolfo Pepe
There are no translations available

L’analisi dei cambiamenti occorsi negli anni Settan­ta consente di far luce su tre temi: gli effetti dei mutamenti economici sul mondo del lavoro; le dif­ficoltà dei sindacati confederali, in parte superate con il protagonismo degli anni Novanta; la centra­lità della CGIL nella storia italiana e le sfide che l’at­tendono alla luce dei nuovi scenari politici.

Le trasformazioni del lavoro in Italia
di Francesco Garibaldo
There are no translations available

I cambiamenti riscontrati nel mondo del lavoro sono legati ai mutamenti occorsi nella divisione del lavoro, sia quella tra imprese sia quella all’interno di esse. In entrambi i casi, i fenomeni rilevati su scala nazionale ed europea mettono in luce un processo di frammentazione che ha portato, all’interno della filiera produttiva, a una “modularizzazione” del lavoro e, all’interno delle imprese, a una diversificazione deregolamentata degli statuti del lavoro e della tutela della condizione del lavoratore stesso.


Formazione e trasformazione continua
di Innocenzo Cipolletta
There are no translations available

È l’innovazione che genera la crescita economica, sia come fattore di competitività sia come moto­re per il ricambio dello stock di beni in nostro pos­sesso. Essa comporta modifiche sostanziali nell’oc­cupazione e forti esigenze di formazione. Posto che le innovazioni accelereranno ulteriormente nel futuro, occorre evolvere verso sistemi di società e di imprese che, mentre svolgono la propria attivi­tà, si impegnino nella formazione.

L'Europa e gli Stati Uniti
Proposte per la riforma del lavoro in Spagna
di Florentino Felgueroso e Sergi Jiménez
There are no translations available

La Proposta per la ripresa lavorativa in Spagna, avanzata da un gruppo di ricercatori e abbraccia­ta da numerosi economisti, prende atto della si­tuazione di impasse delle politiche del lavoro del paese, evidenziando i difetti che si celano dietro il “miracolo spagnolo” dell’ultimo decennio e se­gnalando l’urgenza di una riforma del mercato del lavoro nazionale. Tuttavia sia le parti sociali sia il governo manifestano numerose perplessità rispetto a questo tentativo riformista.


L’evoluzione del mercato del lavoro tedesco dopo la riunificazione
di Thieß Petersen
There are no translations available

I principali aspetti dell’evoluzione del mercato del lavoro in Germania dopo la riunificazione posso­no essere analizzati a partire da alcuni importanti indicatori – quali disoccupazione e partecipazione al mercato di diversi gruppi di lavoratori dipenden­ti – tenendo conto delle disparità regionali. Tali in­dicatori consentono inoltre di delineare alcune pre­vedibili conseguenze dell’attuale crisi economica e di tracciare il quadro delle future sfide che si pro­spettano per lo sviluppo demografico dei prossi­mi decenni.

La sicurezza professionale in Francia: due diverse visioni?
di François Gaudu
There are no translations available

La precarizzazione del lavoro e la difficoltà ad as­sicurare una continuità professionale del lavorato­re a prescindere dal posto di lavoro occupato so­no state oggetto di diversi studi settoriali e accesi dibattiti politico-sindacali in Francia, come, d’al­tronde, nel resto dei paesi economicamente più sviluppati. La “sicurezza sociale professionale”, di cui in questo testo si ripropongono le principali tappe evolutive, sembrerebbe fornire una risposta ai problemi del mondo del lavoro contemporane.


Il lavoro nelle politiche sociali europee
di Silvana Sciarra
There are no translations available

Le politiche sociali europee si caratterizzano per una intrinseca modularità, frutto di competenze condivise fra centro e periferia. In particolare, le politiche occupazionali si basano su procedure non vincolanti che lasciano ampi margini di manovra ai legislatori nazionali. I principi di flexicurity in­tendono favorire l’adattabilità dei lavoratori alle mutevoli esigenze del mercato, anche attraverso l’apprendimento lungo l’arco della vita lavorativa. La crisi economica e finanziaria ha evidenziato l’ur­genza di sostenere con misure concrete i lavora­tori espulsi dai processi produttivi.

Dumping sociale e reazioni protezionistiche: una sfida cruciale per il nuovo Parlamento europeo
di Massimo Pallini
There are no translations available

Un’attenta analisi della legislazione europea in ma­teria di libera circolazione permette di cogliere la giustapposizione tra i diritti alla mobilità del sin­golo e i diritti alla libera somministrazione di ser­vizi, da parte delle imprese, in un qualsiasi paese membro dell’UE, pratica che spesso degenera in veri e propri fenomeni di dumping sociale. I casi occorsi negli ultimi anni richiamano l’urgenza di un deciso intervento del Parlamento europeo in materia, pena il fallimento dell’obiettivo di realiz­zare un mercato competitivo e, allo stesso tempo, capace di assicurare un elevato grado di protezione e coesione sociale.


Gli spostamenti della forza lavoro all’interno dell’UE: flussi, effetti e reazioni politiche
di Béla Galgóczi, Janine Leschke e Andrew Watt
There are no translations available

Una delle principali conseguenze dell’allargamen­to ad Est dell’Unione europea è stata l’apertura totale o parziale dei mercati nazionali del lavoro ai cittadini dei nuovi Stati membri. Quali sono sta­ti gli elementi che hanno caratterizzato questi flus­si migratori intraeuropei? Qual è stato invece il lo­ro impatto sui mercati del lavoro nei singoli paesi di emigrazione (ad esempio Ungheria, Lettonia e Polonia) e di accoglienza (come Austria, Germa­nia, Svezia e Regno Unito.

Pari retribuzioni per chi sostiene la famiglia
di Heather Boushey
There are no translations available

Negli Stati Uniti, di fronte alla crisi economica in­ternazionale, il fenomeno della disoccupazione sta interessando in proporzione maggiore i lavorato­ri maschi rispetto alle donne, lasciando in molti ca­si queste ultime nella condizione di provvedere al sostentamento familiare. Le proposte legislative in discussione al Congresso americano sono volte a impedire che, in questo contesto, le donne possa­no subire discriminazioni nella retribuzione.


La proposta
Il progetto per la transizione a un regime di flexicurity
di Pietro Ichino
There are no translations available

La proposta contenuta nel disegno di legge 1481/09 mira a superare l’attuale forma duale che ha as­sunto il mercato del lavoro in Italia, coniugando la flessibilità di cui le imprese hanno bisogno con una nuova forma di protezione della stabilità del lavo­ro e del reddito dei lavoratori, evitando che si al­larghi l’area del lavoro precario.

Il contratto unico a tempo indeterminato
di Tito Boeri e Pietro Garibaldi
There are no translations available

Una riforma organica del mercato del lavoro do­vrebbe comporsi di tre pilastri: un salario minimo nazionale, un contratto unico a tutele progressive e un sussidio unico di disoccupazione. In questa sede ci concentreremo sul contratto unico, la pro­posta che forse più delle altre ha suscitato dibat­tito. Si ripercorrerà innanzitutto il cammino delle riforme del mercato del lavoro, per poi elencarne i problemi attuali, derivanti da un processo di revi­sione largamente incompleto. Si illustrerà, quindi, il contratto unico a tempo indeterminato e, infine, si cercherà di rispondere alle molte obiezioni e ri­chieste di chiarimento legate alla nostra proposta.


L’essenza della flexicurity
di Gabriella Lusvarghi
There are no translations available

Le società di outplacement svolgono una parte im­portante in un moderno sistema di protezioni so­ciali “attive”, ossia quelle che non si limitano a in­dennizzare il lavoratore per la perdita del proprio impiego. I dati dimostrano che, soprattutto per al­cune professionalità, in quattro/cinque mesi è pos­sibile ricollocare il lavoratore, a tutto vantaggio della produttività del sistema paese, delle risorse dedicate al welfare e, ovviamente, del lavoratore stesso cui si offre la possibilità di non sentirsi “ta­gliato fuori” dal sistema produttivo.

Il sindacato
Potenzialità e limiti del neoriformismo del lavoro
di Mimmo Carrieri
There are no translations available

L’attuazione di un nuovo riformismo contrattuale che parta dalla riunificazione dei contratti del la­voro in Italia è una auspicabile via da percorrere, in funzione anche del mutato contesto storico. Tut­tavia la strada scelta desta diverse perplessità e il cammino verso la piena realizzazione dell’unifica­zione incontra difficoltà notevoli, sia di tipo socia­le, dovute alla trasformazione del mondo del la­voro, sia di tipo applicativo, legate cioè alla porta­ta dell’intervento riformatore e alla sua efficacia, sia di tipo politico, causate dalla sottovalutazione dell’importante ruolo che governi e soggetti pub­blici possono ancora ricoprire per il decollo di queste esperienze.


Un nuovo patto nazionale per il mondo del lavoro
di Paolo Nerozzi
There are no translations available

È indispensabile ricostruire una nuova base socia­le del lavoro. A questo scopo occorre un sistema di regole al contempo inclusivo ed estensivo di ga­ranzie e di tutele, necessario per conferire al la­voro un impianto forte ed esigibile di diritti che tendano a unificare un mondo sempre più fram­mentato e polarizzato tra vecchi e giovani, tutela­ti e non tutelati, insiders e outsiders.

Oltre la crisi e l’accerchiamento sociale
di Giorgio Santini
There are no translations available

Dopo anni nei quali l’occupazione ha riscontrato una crescita significativa, la crisi ha modificato que­sta tendenza. Siamo usciti dal “decennio maledet­to” delle politiche del lavoro, ma rimangono inso­lute le “vere precarietà” del mercato del lavoro ita­liano. Occorre superare il dualismo nel mercato mentre il sindacato, anche attraverso la riforma del modello contrattuale e al ruolo della bilatera­lità, deve essere coprotagonista di un cambio di paradigma in senso partecipativo.


Un progetto coerente per la flexicurity
di Antonino Regazzi
There are no translations available

Affinché le riforme del welfare e del diritto del la­voro, in Italia come negli altri paesi della UE, pos­sano avere qualche probabilità di successo, devo­no essere promosse in tempi brevi e devono do­tarsi di una sostenibilità non solo nazionale, ma anche europea. In quest’ottica, il disegno di leg­ge italiano 1481/09 parte da assunti certamente condivisibili, come l’opportunità di superare la frat­tura interna al mondo del lavoro e l’obiettivo di fon­do di giungere ad un sistema di flexicurity di ispira­zione danese. Tuttavia, non pochi aspetti di questo provvedimento appaiono problematici e andreb­bero discussi a fondo per garantire l’effettivo per­seguimento delle finalità dichiarata.

Le idee
Cos’è il lavoro? Una riflessione teorica
di Alberto Burgio
There are no translations available

Sulle funzioni e sul valore del lavoro si sono espres­se, fin dagli esordi del pensiero moderno, visioni contrastanti e fondative di modelli di società pro­fondamente differenti. Una stagione dominata dal­la dottrina keynesiana ha garantito, nel trenten­nio che ha seguito la seconda guerra mondiale, piena occupazione, alti salari e diritti sociali. La successiva affermazione del paradigma neoliberi­sta, però, ha sancito l’inizio di una “guerra al la­voro” i cui frutti, oggi ampiamente visibili, sono precarietà e insicurezza sociale.


Trasformazioni del lavoro e indicazioni di policy
di Tiziano Treu
There are no translations available

Il tramonto della società e del conseguente metodo di produzione fordista obbliga oggi gli attori sociali e i decisori politici a rivedere non soltanto le proprie politiche in merito alla legislazione legata al lavoro, ma anche, più in generale, l’intero sistema di welfare, al fine di renderlo davvero universalistico. Le diverse proposte avanzate in questi anni, però, si scontrano con le resistenze ideologiche provenienti, spesso, soprattutto dal sindacato.