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Italianieuropei è il bimestrale della Fondazione.
Il respiro e le finalità della rivista si legano al tentativo di costituire, per il Partito Democratico e la sinistra europea, un luogo di pensiero, di riflessione, di stimolo. Nello sforzo di tener vive le storie del passato e di saper leggere le diversità del presente tenta di cogliere i grandi processi di trasformazione politica, sociale, economica e culturale che abbiamo di fronte.
L'ultimo numero del 2008

 In questo numero si cerca di analizzare la portata della vittoria di Obama in un'intervista di Italianieuropei   a  Massimo D'Alema.

«Queste elezioni segnano un cambiamento d’epoca. Finisce una fase della storia americana e del mondo, dominata, dal punto di vista politico dall’unilateralismo simboleggiato dalla guerra in Iraq e dalla teoria dello “scontro di civiltà”. E contrassegnata, punto di vista della cultura economica, dal trionfo incontrastato dell’ideologia del mercato, dal mito di una globalizzazione senza regole, senza istituzioni».

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Elezioni americane e nuove povertà

 L'agenda di questo numero è dedicata alle elezioni americane, mentre il focus si concentra su un tema complesso e attuale come le nuove povertà.

Le elezioni presidenziali del prossimo novembre - analizza Mario del Pero - saranno caratterizzate da considerevoli elementi di novità e discon­tinuità e, molto probabilmente, da un profondo riallinea­mento elettorale. L’America che si prepara ad andare al voto è infatti un paese che, pur pervaso da una profonda sfiducia verso le istituzioni e i suoi rappresentanti, non prova diffidenza verso la politica, ma cerca anzi nuove for­me di mobilitazione politica. 

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Italianieuropei 3/2008

In questo numero si affronta il tema dell'Europa e dei Diritti Umani. 

Nell'editoriale Giuliano Amato scrive: "Dopo un ingresso nelle Comunità europee tutt’altro che dimesso, l’Italia ha vissuto la contraddizione del paese fondatore che tuttavia si comporta da paese comprimario, quasi ospite degli altri. Ora è necessario capire quale ruolo il nostro paese intende esercitare nell’Unione e se ha intenzione di far valere i propri interessi e convertirli in soluzioni europee, assumendo stabilmente e sistematicamente un atteggiamento maturo di paese protagonista.

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