| Quale politica universitaria? Perché il centrosinistra sta perdendo la sfida della riforma |
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| Written by Sergio Fabbrini | |
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There are no translations available Il governo di centrosinistra non ha un’adeguata politica di riforma dell’università italiana. Certamente, esso ha preso decisioni utili per interrompere il degrado più evidente di quest’ultima. È stata fermata la proliferazione delle sedi, è stato contrastato il facile riconoscimento dei titoli accademici, sono state chiuse molte delle cosiddette università telematiche che erano sorte durante la legislatura precedente, sono stati razionalizzati i raggruppamenti disciplinari, sono stati denunciati i casi più eclatanti di clientelismo e nepotismo accademici. Tuttavia, questi provvedimenti, per quanto necessari e lodevoli in sé, non fanno una politica di riforma. Anzi, essi sono stati addirittura motivati da una rinnovata filosofia di centralismo ministeriale, con il ministro che si è incaricato di portare «dall’alto» ordine e innovazione nell’università italiana. Un approccio di rinnovato centralismo ministeriale si è dunque progressivamente affermato. | |
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